Anelli (Fnomceo): “Basta a esproprio diritti al Sud. Rivedere i criteri di riparto dei fondi”
“Una sanità senza medici – afferma -, priva o carente dei presidi essenziali – i ferri chirurgici, i gessi ortopedici –, deprivata di risorse, raccontano le cronache. Mentre, dal Ministero, arrivano i dati – ancora provvisori – sui Lea: al top della classifica c'è il Veneto; Campania e Calabria restano le uniche regioni non in grado di erogare quei servizi e prestazioni che devono essere garantiti in modo uniforme sull'intero territorio nazionale. Ma molte altre regioni del Sud raggiungono a stento la ‘sufficienza’”.
“Ora ci vuole un gesto di coraggio, da parte dei Governatori e del Ministro Grillo, nel prendere atto delle disuguaglianze generate dalle scellerate politiche dei sistemi sanitari regionali che, guardando ciascuno al proprio bilancio, hanno fatto a pezzi la sanità italiana. Questo modello di governance ‘concorrente’ della sanità ha rivelato il proprio fallimento, nel momento in cui ha diviso anziché unire e garantire a tutti i cittadini gli stessi diritti” continua Anelli.
“Occorre pensare e proporre nuovi paradigmi, coerenti con l’articolo 3 della Costituzione, che ci salvino dallo scempio, ci sollevino dalle difficoltà, non ci costringano a steccare le fratture con il cartone, perché mancano i gessi, i macchinari, il personale” aggiunge ancora il presidente Fnomceo -. Quel cartone diventa metafora di tutti gli interventi di facciata, messi a puntello di un sistema ormai al collasso che necessita di interventi radicali e strutturali”.
“Di fronte a questi scenari così evidenti ed eloquenti, conseguenza ultima del definanziamento dei Sistemi sanitari delle Regioni meridionali, non bastano i Nas, gli ispettori del Ministero, non basta neppure allargare il comitato dei Lea – chiosa – Occorre, e con urgenza, modificare l’attuale sistema dei finanziamento, per renderlo equo e costituzionalmente corretto”.
“Ai Governatori del Sud auguro un rigurgito d’orgoglio, perché insorgano e rivendichino il proprio ruolo a difesa dei propri cittadini. Al Ministro chiedo di continuare a battersi per un Servizio Sanitario che garantisca su tutto il territorio nazionale uguali diritti – conclude Anelli -. La politica non divida ciò che gli italiani, prima col sangue e poi con tanti sacrifici, hanno unito”.
31 Luglio 2018
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