Caro Bartolazzi: non chiacchiere ma reale preoccupazione per la salute dei bambini

Caro Bartolazzi: non chiacchiere ma reale preoccupazione per la salute dei bambini

Caro Bartolazzi: non chiacchiere ma reale preoccupazione per la salute dei bambini
Mi permetto di osservare che le tre precondizioni ritenute indispensabili dal sottosegretario per adottare una politica vaccinale rispettosa del metodo scientifico che “impone la raccolta di dati (informazioni), la verifica e l’analisi degli stessi e la messa in atto di azioni correttive per la salvaguardia della salute di tutta la popolazione” peccano di una intrinseca illogicità.

Il sottosegretario alla salute, Armando Bartolazzi, la cui sensazione è che stiamo perdendo tempo in chiacchiere, interviene sulla vicenda vaccini sostenendo come non sia “possibile adottare qualsiasi politica vaccinale in assenza di tre elementi fondamentali”
 
1) istituzione di una rete di una rete di anagrafi vaccinali regionali efficiente che possa convogliare tutte le informazioni in tempo reale in una Anagrafe Vaccinale Nazionale
2) costituzione di un team di tecnici esperti privi di condizionamenti politici ed economici che possano, dati alla mano, analizzare e verificare con rigore i dati epidemiologici
3) redazione del piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale adatto al nostro momento storico
 
Mi permetto di osservare che le tre precondizioni ritenute indispensabili per adottare una politica vaccinale rispettosa del metodo scientifico che “impone la raccolta di dati (informazioni), la verifica e l’analisi degli stessi e la messa in atto di azioni correttive per la salvaguardia della salute di tutta la popolazione” peccano di una intrinseca illogicità.
 
1) l’istituzione di una rete di anagrafi è sicuramente importante ma rappresenta uno strumento di analisi e di monitoraggio ex post che non dice nulla sull’ efficacia dei vaccini e sulla necessità o meno che questi vengano resi obbligatori.  Dati che oltretutto sono già evidenti e riconfermati dallo stesso Ministro Grillo che ha fornito i numeri ufficiali sull’ultima infezione di morbillo: su 2000 casi denunciati i morti sono stati 4 con un tasso che è dunque del 2 x 1000, doppio dunque di quello generalmente atteso. L’anagrafe dunque ci darebbe un quadro epidemiologico sui vaccinati ma non potrebbe aggiungere nulla sulla necessità di confermare l’obbligo della vaccinazione
 
2) la costituzione di un team di esperti è anche essa una pregevole intenzione del Sottosegretario alla salute, se non fosse che il Ministero già dispone di un organo tecnico di consulenza, l’ISS, che è già oggi costituito da scienziati di livello internazionale sulla cui indipendenza nessuno ha mai sollevato dubbi. Ha il sottosegretario delle remore a tale riguardo? E se questo fosse non dovrebbe forse rendere più chiaro il suo pensiero? E che dire poi della posizione assunta dal Collegio dei Professori Ordinari di Pediatria per voce del Presidente Prof. Giuseppe Buonocore che manifesta “profondo dissenso e preoccupazione per il depotenziamento dell’obbligo vaccinale che potrebbe conseguire alla possibilità di autocertificare, in base alla Circolare del Ministero del 5 Luglio u.s., le vaccinazioni del bambino all’ingresso nelle istituzioni scolastiche da 0 a 16 anni”. Questi docenti da cui dipende la formazione di tutti gli specialisti in pediatria italiani non sono di per sé sufficientemente autorevoli e indipendenti quando esprimono un loro parere?

3) la redazione di un piano Nazionale di Prevenzione deve necessariamente tenere conto del nostro momento storico e in particolare della grande mobilità che caratterizza i cittadini europei con possibile esposizione, fuori dei nostri confini, ad infezioni che potrebbero trasformarsi in cluster di contagio importanti. Una possibilità che è stata segnalata recentemente in un articolo pubblicato di Jennifer B. Rosen et al dal titolo “Public Health Consequences of a 2013 Measles Outbreak in NewYork sulla autorevole rivista AMA Pediatrics e di cui ha dato notizia QS. Il Piano quindi deve necessariamente precedere una protezione estesa e non limitata al quadro demico presente solo i nostri ristretti confini
 

Nel suo autorevole intervento, dunque, il Sottosegretario Armando Bartolazzi non aggiunge chiarezza, come ci saremmo aspettati per il ruolo da Lui ricoperto e per il suo importante curriculum di cui ci dà notizia, a un dibattito che non è fatto di chiacchiere ma di reale preoccupazione per la salute pubblica dei bambini e dei giovani adulti
 
Il suo sillogismo dunque non funziona perché tra antecedente e conseguente non c’è relazione logica e questo sappiamo è la vera condizione perché una conclusione sia coerente con le premesse.
 
Rimane il quesito a cui il sottosegretario non risponde: ai fini di una prevenzione delle malattie infettive è preferibile il metodo profano utilizzato dalla zia della Vicepresidente del Senato on. Paola Taverna di mettere tutti i nipoti a contatto con la fonte di contagio o adottare una politica di prevenzione che eviti quello che ci ricorda il Prof. Buonocore?
“I sostenitori “no-vax” non hanno mai visto giungere al pronto soccorso pediatrico un bambino non vaccinato in coma per encefalite da morbillo, o un lattante in apnea per pertosse, o un neonato con compromissione neurologica, cieco e sordo a causa della rosolia contratta dalla madre in gravidanza.”
 
Tra le due, con tutto il rispetto per la zia di Paola Taverna, non credo che possano esistere dubbi o incertezze di preferenza
 
 
Roberto Polillo

Roberto Polillo

10 Agosto 2018

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