Casi polmonite nel Bresciano. Ministero della Salute: “Insieme all’Iss stiamo vigilando costantemente la situazione”

Casi polmonite nel Bresciano. Ministero della Salute: “Insieme all’Iss stiamo vigilando costantemente la situazione”

Casi polmonite nel Bresciano. Ministero della Salute: “Insieme all’Iss stiamo vigilando costantemente la situazione”
In una nota da Lungotevere Ripa intervengono sull’epidemia che sta coinvolgendo la provincia lombarda. “Appena i risultati delle indagini saranno completati, il ministero della Salute metterà in atto ogni azione necessaria per il superamento dell’emergenza”.

“Il ministero della Salute sta monitorando con attenzione fin dai primi casi registrati, la situazione che si sta determinando in provincia di Brescia e Mantova dovuta all’intensificarsi di casi di polmonite di origine verosimilmente batterica e particolarmente aggressiva”. Lo rende noto il Ministero in un comunicato stampa in cui precisa come “l’Istituto superiore di Sanità ha ricevuto tutto il materiale organico relativo ai pazienti ricoverati e sta eseguendo in queste ore le dovute analisi batteriologiche”.

“Appena i risultati delle indagini saranno completati – prosegue la nota – il ministero della Salute metterà in atto ogni azione necessaria per il superamento dell’emergenza. Il ministero è in costante contatto con i responsabili sanitari del territorio”.

Il Ministero ha poi pubblicato una nota della Direzione generale Prevenzione:

In accordo con le Linee guida per la prevenzione ed il controllo della Legionellosi, la Regione Lombardia sta procedendo alla coltura delle secrezioni bronchiali o dell'espettorato di tutti i pazienti ricoverati con diagnosi di polmonite di natura da diagnosticare. La ricerca eziologica è indirizzata anche verso altre possibili cause.

Fermo restando le inchieste epidemiologiche in corso per identificare eventuali luoghi comuni di possibile esposizione, è stata effettuata una verifica con i gestori degli acquedotti dei comuni bresciani interessati, confermando che non vi sono interconnessioni strutturate fra gli stessi che giustifichino un interessamento dei differenti comuni. 
Tuttavia, sono in corso le analisi conoscitive sull’acqua potabile prelevata nei comuni con più casi e sono state fornite alla popolazione le informazioni necessarie nei confronti del rischio legionella.
 
La Legionellosi
È un’infezione, causata da un batterio chiamato “Legionella”, che colpisce l’apparato respiratorio e può manifestarsi con una grave forma di polmonite. Insorge bruscamente dopo un periodo di incubazione di 2-10 giorni e può essere accompagnata da sintomi quali: temperatura corporea elevata, dolori addominali, diarrea, vomito, confusione mentale, delirio.
La maggior parte degli individui sani resiste alla malattia, ma il rischio di acquisizione è correlato alla suscettibilità individuale del soggetto esposto, alla concentrazione e al tipo di Legionella, al tempo di esposizione.

La Legionella è un microrganismo molto diffuso in natura, in ambienti di acqua dolce (laghi e fiumi, sorgenti termali, ambienti umidi in genere). Da qui, la Legionella attraverso le reti di distribuzione dell’acqua potabile nelle città, dove può essere presente in bassa concentrazione, può colonizzare gli ambienti idrici artificiali come gli impianti idrici dei singoli edifici, grandi impianti di climatizzazione (torri evaporative e di raffreddamento), vasche idromassaggio, fontane, e così via. Quando tali sistemi sono scarsamente manutenuti, si possono creare condizioni di proliferazione del batterio, che può raggiungere anche concentrazioni molto elevate.

La malattia si può acquisire respirando l’aerosol formato da acqua contaminata. La produzione di aerosol può avvenire attraverso l’uso di rubinetti o docce, i cui circuiti siano colonizzati dal batterio. Le grandi epidemie sono tuttavia spesso causate dalle emissioni di aerosol, diffuso anche a lunga distanza, da torri evaporative o di raffreddamento, non adeguatamente pulite e disinfettate in cui l’acqua di raffreddamento è contaminata da Legionella.
La malattia non si contrae bevendo acqua contaminata e neppure per trasmissione da uomo a uomo.

10 Settembre 2018

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