ASL TO4. Presto una stanza multisensoriale al Centro diurno per adulti con autismo di Castellamonte

ASL TO4. Presto una stanza multisensoriale al Centro diurno per adulti con autismo di Castellamonte

ASL TO4. Presto una stanza multisensoriale al Centro diurno per adulti con autismo di Castellamonte
Sarà realizzata grazie alla generosa donazione dell’Associazione Ausilia Onlus. Il Dg Ardissone: “’attenzione e la solidarietà dimostrateci da Ausilia testimoniano il riconoscimento della credibilità e dell’affidabilità dell’Azienda, della professionalità dei nostri operatori e della qualità dei servizi offerti ai nostri cittadini”.

Una generosa donazione dell’Associazione Ausilia Onlus – Associazione nata a Torino nel 2013 che lavora in rete e, anziché moltiplicare gli sforzi, realizza i propri progetti di solidarietà sociale collaborando con enti e associazioni che già hanno dimostrato di saper fare bene – permetterà all’Asl TO4 di realizzare una stanza multisensoriale nell’ambito del Centro diurno aziendale per adulti con autismo che avrà sede presso il Presidio sanitario di Castellamonte.

Il progetto, per il quale sono donati i 25 mila euro necessari, è stato presentato durante la serata di solidarietà “Aiutaci ad aiutare”, organizzata da Ausilia alla Reggia di Venaria Reale lo scorso lunedì 17 settembre.

“L’attenzione e la solidarietà dimostrateci da Ausilia – commenta il Direttore Generale dell’Asl TO4, dottor Lorenzo Ardissone, in una nota diffusa dalla Asl To4 –, facendo proprio un progetto a noi molto caro, ci riempiono di orgoglio perché testimoniano il riconoscimento della credibilità e dell’affidabilità dell’Azienda, della professionalità dei nostri operatori e della qualità dei servizi offerti ai nostri cittadini”.

Il Centro diurno per adulti con autismo opererà in continuità con il Centro aziendale per la diagnosi dei Disturbi dello Spettro Autistico in età adulta, e sarà ubicato nella stessa sede. Dopo l’inquadramento diagnostico e la definizione di un progetto di trattamento, la persona potrà accedere al Centro diurno con un programma personalizzato, sia per la tipologia degli interventi sia per i tempi di frequenza. “Un Centro diurno per soggetti adulti affetti da Sindrome dello Spettro Autistico, pertanto – spiega la nota -, si configura come una struttura aperta, flessibile, integrata con i servizi, gli enti, le attività del tessuto sociale. L’obiettivo delle attività di un Centro diurno è quello di costruire progetti individualizzati che facilitino la vita e migliorino la qualità della vita stessa per persone con disturbo dello spettro autistico a basso, medio e alto funzionamento”.

L’autismo è un disturbo caratterizzato da un difetto nella comunicazione e nella sintonia interpersonale. I disturbi sensoriali nelle persone con autismo sono molteplici. Tutti e cinque i sensi sono implicati e a essi si aggiunge il sesto senso legato all’equilibrio corporeo, importante nel determinare un disequilibrio a seconda delle caratteristiche ambientali. I principali disturbi sensoriali oscillano tra i due poli dell’ipo e dell’ipersensibilità agli stimoli ambientali: distorsioni percettive, sovraccarico percettivo, difficoltà nell’elaborare informazioni provenienti da più fonti contemporaneamente, iperselettività degli stimoli ne sono un esempio. Le distorsioni sensoriali condizionano negativamente la vita delle persone affette da autismo, pertanto la progettazione di ambienti a loro rivolti deve tendere a ridurre i disturbi sensoriali.

Un contesto di vita per le persone con autismo deve essere caratterizzato da elementi stabili, costanti, con poche distrazioni ma, nel contempo, deve essere suscettibile di una continua riorganizzazione centrata sulle esigenze espresse e non espresse dagli utenti. Come illustra la nota, gli spazi devono garantire la prossemica (spazio e distanze all’interno di una comunicazione sia verbale sia non verbale), evitare condizioni di ipo o iperstimolazione sensoriale, stimolare le abilità percettive, garantire sistemi plurisensoriali per facilitare l’uso autonomo dello spazio, favorire sia la privacy sia la socializzazione, favorire possibilità di scelte libere e, più in generale, creare ambienti il più possibile familiari, per alcuni di tipo domestico (per esempio la cucina).

“Sulla base di questi presupposti – aggiunge il dottor Ardissone – abbiamo definito progetti che tengano conto di quello che le persone con autismo possono fare e non esclusivamente della loro disabilità, cioè di ciò che non possono fare. Abbiamo così pensato a uno spazio appropriato per i pasti, secondo un modello di ambiente diviso in spazi circoscritti, separati, ma nel contempo comunicanti, a una serie di laboratori per sviluppare e consolidare abilità specifiche e a una stanza multisensoriale”.

La stanza multisensoriale è un ambiente ricreativo e di rilassamento, studiato per rispondere in modo globale, attraverso la stimolazione di diversi sensi, ai bisogni psico-sensoriali delle persone con autismo. Risulta utile dopo le attività abilitative e indicato per ridurre situazioni di crisi.

La stanza può essere vissuta con i terapisti, lavorando su aspetti sensoriali e corporei. È adatta nel facilitare l’apprendimento, la percezione e decodificazione del proprio disagio per motivi sensoriali. Risponde a bisogni di contenimento e di stimolazione in un ambiente rassicurante e piacevole. Interessante è la possibilità, per la persona, di programmare il percorso di stimolazione sensoriale attraverso un programma appositamente studiato, con supporto di tablet. La persona può programmare la seduta in base alle proprie necessità e al proprio benessere, regolando la diffusione di colori, suoni e immagini sullo schermo a parete.

20 Settembre 2018

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