Decreto Genova. Nel testo inviato al Quirinale c’era anche lo stop al doppio incarico Presidente-Commissario per la sanità. Ma la norma non passa il vaglio di Mattarella. Se ne riparlerà in legge di Bilancio?

Decreto Genova. Nel testo inviato al Quirinale c’era anche lo stop al doppio incarico Presidente-Commissario per la sanità. Ma la norma non passa il vaglio di Mattarella. Se ne riparlerà in legge di Bilancio?

Decreto Genova. Nel testo inviato al Quirinale c’era anche lo stop al doppio incarico Presidente-Commissario per la sanità. Ma la norma non passa il vaglio di Mattarella. Se ne riparlerà in legge di Bilancio?
All'interno del provvedimento figurava anche una norma (articolo 45) che metteva fine alla possibilità per i presidenti di Regioni in Piano di rientro sanitario di essere nominati Commissari ad acta (in foto Toma, De Luca e Zingaretti). Ma nel testo firmato da Mattarella e pubblicato in Gazzetta la norma non c’è più. Cassata. Il perché non si sa. Ma non si può escludere che sia stata stralciata per una possibile scarsa attinenza con il resto del provvedimento. Se così fosse potrebbe ricomparire nella prossima legge di Bilancio. IL TESTO ENTRATO AL QUIRINALE, IL TESTO IN GAZZETTA

Basta con i Presidenti-Commissari ad acta per la sanità. Come non detto, il doppio ruolo resta legittimo. Questa la sintesi di un piccolo giallo durato qualche ora oggi pomeriggio attorno all’articolo 45 del decreto per Genova inviato oggi al Quirinale e firmato nel pomeriggio dal Capo dello Stato.
 
Ma cosa è successo? E’ successo che le norme previste all’articolo 45 del decreto inviato a Mattarella, che prevedevano l’incompatibilità di ruolo tra Presidente di Regione e Commissario ad acta per la sanità, non ci sono più. Nel testo uscito dal Quirinale e pubblicato questa sera stessa in Gazzetta quell’articolo è sparito.
 
Cassato. Il perché non si sa, ma non si può escludere che sia stato stralciato per una possibile scarsa attinenza con il resto del provvedimento.
 
Se così fosse, quindi, non si può escludere che la stessa norma ricompaia in altro provvedimento ma è certo difficile che sia un decreto, più facile e probabile che la sede possa essere quella della prossima legge di Bilancio.
 
Anche per questo vale la pena leggere cosa prevedeva quell’articolo. La ministra della Salute,  lo aveva in qualche modo annunciato lo scorso luglio, quando si era recata in visita in Campania: "Nel momento in cui si commissaria la Regione, si sta mettendo nelle mani di una singola persona che deve risolvere tutti i problemi che gli altri non hanno saputo risolvere. E come lo può fare uno che deve fare anche il presidente della Regione? Mi pare un pochino complicato e anche leggermente ambizioso”. 
 
Da qui lo stop, previsto nel testo originario del decreto per Genova, ai presidenti di Regioni che ricoprono anche il ruolo di commissari ad acta per la sanità. Una norma che trova spazio in un articolo ad hoc, il 45 per l’appunto, "Disposizioni urgenti in materia di commissariamenti delle Regioni in piano di rientro".
 
Oltre alla fine del doppio ruolo, si spiegava che le Regioni commissariate dovranno predisporre, con cadenza semestrale, in occasione delle periodiche riunioni di verifica, una relazione ai Ministri della Salute e dell'Economia, da trasmettere al Consiglio dei ministri, con particolare riferimento al monitoraggio dell'equilibrio di bilancio e dell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza.
 
Venivano inoltre elencate le caratteristiche che avrebbero dovuto possedere i futuri commissari ad acta: "Il commissario ad acta deve possedere qualificate e comprovate professionalità nonché specifica esperienza di gestione sanitaria ovvero aver ricoperto incarichi di amministrazione o direzione di strutture, pubbliche o private, aventi attinenza con quella sanitaria ovvero di particolare complessità, anche sotto il profilo della prevenzione della corruzione e della tutela della legalità".
 
Infine, si spiegava che il Consiglio dei ministri, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, avrebbe dovuto procedere alla nomina di un commissario ad acta per ogni regione in cui si sia determinata l’incompatibilità del commissario, il quale resterà comunque in carica fino alla nomina del nuovo commissario ad acta.
 
Se il decreto fosse andato avanti nella sua interezza sarebbero saltati i ruoli di Vincenzo De Luca per la Campania e Nicola Zingaretti per il Lazio (da sottolineare, tuttavia, che sia Campania che Lazio hanno annunciato una rapida e prossima uscita dai piani di rientro).
 
E in ogni caso la notizia avrebbe scontentato di certo anche il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, che da oltre un anno rivendica per sé quel ruolo di commissario alla sanità ad oggi ancora occupato da Massimo Scura. E, allo stesso modo, anche Donato Toma, neo presidente del Molise che ambisce a quel ruolo di commissario rimasto vacante.
 
Ma, come abbiamo visto, al momento non se ne farà nulla.
 
Giovanni Rodriquez  

G.R.

28 Settembre 2018

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