Coletto: “Ridimensionamenti ad Adria e in Polesine? Falsità”

Coletto: “Ridimensionamenti ad Adria e in Polesine? Falsità”

Coletto: “Ridimensionamenti ad Adria e in Polesine? Falsità”
Così l’Assessore alla Sanità in merito alle polemiche scaturite da un incontro pubblico sulla sanità tenutosi ad Adria. L'assessore polesano Cristiano Corazzari: "La Regione agisce per atti, e non esiste nessun atto della Regione che tenda al ridimensionamento. Non ci siamo mai sottratti al confronto, ma questo stillicidio di paure che preoccupano la gente va oltre i sacrosanti diritti della polemica politica”.

“Si lasci la sanità fuori dalle beghe politiche. Ho detto, ridetto, ripetuto e garantito che la Regione non ha nessun programma di ridimensionamento dell’ospedale di Adria né di altre strutture della sanità polesana, prova ne sia che, proprio ieri, abbiamo dato il via libera a nuovi investimenti dell’Ulss 5 per oltre 5 milioni 800 mila euro”. Lo dice l’Assessore alla Sanità Luca Coletto, in merito alle polemiche scaturite da un incontro pubblico sulla sanità tenutosi ad Adria.
 
“A differenza di chi ha lanciato allarmi ad Adria – aggiunge l’Assessore polesano Cristiano Corazzari – la Regione agisce per atti, e non esiste nessun atto della Regione che tenda al ridimensionamento. Gli atti sono le schede del Piano Socio Sanitario in vigore, e tali saranno finchè il Consiglio regionale, nella sua completezza e autorevolezza, non approverà quello nuovo. Non ci siamo mai sottratti al confronto, ma questo stillicidio di paure che preoccupano la gente va oltre i sacrosanti diritti della polemica politica”.
 
“Se poi l’attenzione alla sanità deve essere misurata sulle agende – tiene a precisare Coletto – informo chi ha stigmatizzato la mia assenza a quell’incontro che ho ricevuto l’invito via messaggino il venerdì alle ore 18.47 per un incontro del lunedì successivo. Avevo impegni assunti molto prima da chi mi aveva invitato con ragionevole preavviso, e non ho potuto esserci. Se questo è accaduto anche al Dg Compostella vorrei dire alla Consigliera regionale Bartelle che siamo servitori della gente, non servi di questo o quel politico”.
 
Nel merito delle difficoltà sulle quali si è calcata la mano riguardo al personale sanitario, Coletto precisa che “la situazione è generalizzata in tutto il Veneto e in tutta Italia”, che “il Veneto è già pronto a concretizzare sui fronti più caldi del settore, a cominciare dalla carenza di medici, dalla gestione delle borse di specialità, dall’accesso dei giovani medici alla professione” e che “Il problema fu creato dal mai troppo lontano Governo Monti che fissò una regola suicida: il personale andava determinato sulla base di teste e/o costi dell’anno 2004, meno 1,4%, obbiettivo da raggiungere entro il 2020, con la spesa del personale che comunque obbligatoriamente doveva diminuire ogni anno. I successivi Governi Letta, Renzi, Gentiloni, si guardarono bene dal correggere questa follia e siamo arrivati ai giorni d’oggi. Palese dimostrazione – ha concluso Coletto – di norme scritte da tecnocrati che non hanno la minima idea di cosa abbiano scritto, ma che guardano solo all’equilibrio di bilancio, che è importante, ma che in sanità non è il solo obbiettivo da raggiungere”.
 

17 Ottobre 2018

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