Lazio. Smi contro il progetto “percorso influenza nei pronto soccorso” 

Lazio. Smi contro il progetto “percorso influenza nei pronto soccorso” 

Lazio. Smi contro il progetto “percorso influenza nei pronto soccorso” 
Secondo il Sindacato dei Medici Italiani del Lazio, l’iniziativa regionale partita il 16 gennaio con la partecipazione della Fimmg è una “replica di servizi sanitari già presenti sul territorio”. Questa la ragione per cui lo Smi non ha aderito al progetto. 

 
Lo Smi-Lazio non firma il progetto pilota promosso dalla Regione Lazio, denominato:"Percorso veloce influenza nei Pronto Soccorso", che ha preso il via lo scorso 16 gennaio e si protrarrà fino al 16 marzo. Il programma prevede l’attivazione di ambulatori presso 9 Pronto Soccorso del territorio regionale, dove i pazienti con sindrome influenzale potranno essere visitati da medici di medicina generale, senza passare dal Pronto Soccorso. Secondo la delegazione sindacale si tratta “di un’altra forma di propaganda in mancanza di un chiaro programma di ristrutturazione della medicina generale. Sarebbe auspicabile, invece, ripensare e rafforzare, interamente, la rete sanitaria di emergenza-urgenza, senza investire risorse in progetti provvisori che replicano servizi già esistenti, offrendo soluzioni transitorie”. Lo Smi-Lazio propone, dunque, di “riorganizzare la Continuità Assistenziale, l’attività degli studi di medicina generale, della medicina di gruppo e delle Ucp, che erogano, tutto l’anno, le prestazioni garantite dal progetto in questione”. Netta la posizione di Gian Marco Polselli, segretario generale dello Smi-Lazio, il quale ha dichiarato che il progetto pilota proposto dalla Regione, rappresenta “un’operazione antieconomica in un momento in cui tutti i Pronto Soccorso sono carenti di organico e con personale medico precario, e che non rafforza i servizi in difficoltà ma produce un servizio sanitario “fotocopia”. Infatti, da oltre un anno e mezzo, sono attivi e funzionanti 800 studi medici associati, a servizio dell’utenza per 10 ore al giorno che erogano le medesime prestazioni e che dovrebbero essere attivati e coordinati per questo obiettivo”.

21 Gennaio 2012

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