Nomenclatore tariffario Pma. Bartolazzi (Min. Salute): “Impegno Ministero ad approfondire le cause dell’attuale inaccettabile stallo”

Nomenclatore tariffario Pma. Bartolazzi (Min. Salute): “Impegno Ministero ad approfondire le cause dell’attuale inaccettabile stallo”

Nomenclatore tariffario Pma. Bartolazzi (Min. Salute): “Impegno Ministero ad approfondire le cause dell’attuale inaccettabile stallo”
Il percorso della Pma era stato inserito nei nuovi Lea. Il Ministero ha avviato il lavoro della Commissione permanente tariffe oltre due anni fa per uniformare l'ammontare del contributo a livello nazionale. Da settembre 2017 il tutto è stato inviato al Mef per le valutazioni. Dall'Economia sono state sollevate riserve sulla metodologia utilizzata, ed è stato promosso l'allineamento dei dati presenti nel sistema Tessera sanitaria rispetto a quelli dei flussi regionali. "Improcrastinabile un ulteriore approfondimento".

Sembra ancora lontana dal trovar luce la questione riguardante la nuova tariffa nazionale per la procreazione medicalmente assistita. In ogni caso c'è l'impegno da parte del Ministero della Salute ad approfondire la questione legata alle causa delle "effettive criticità che hanno determinato questa situazione di stallo, in modo che siano prontamente intraprese le doverose, conseguenti azioni".
 
Ad annunciarlo è stato ieri il sottosegretario alla Salute, Armando Bartolazzi, rispondendo in Commissione Affari Sociali alla Camera all'interrogazione di  Stefania Mammì, nella quale si denunciava come "una coppia che oggi vuole sottoporsi alla fecondazione assistita, deve pagare 550 euro se vive in Sicilia e tre volte tanto se vive in Lombardia. C’è una sproporzione inaccettabile nelle tariffe regionali per accedere alle diverse tecniche di procreazione medicalmente assistita, e molte coppie sono ingiustamente penalizzate”. Tutto questo nonostante nonostante le tecniche di fecondazione assistita siano entrate nei nuovi Livelli essenziali di assistenza. Il nodo da sciogliere resta quello legato alle difficoltà che si stanno riscontrando nel riuscire a stabilire delle tariffe uguali per tutte le Regioni.
 
Di seguito la risposta integrale del sottosegretario Bartolazzi:
"Come noto, l'allegato 4 del Dpcm LEA individua le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale incluse nei Lea ed erogabili a carico del Ssn, con partecipazione alla spesa sanitaria da parte dell'assistito; tra queste vi sono tutte le prestazioni che compongono il percorso della PMA, sia omologa sia eterologa. Ciò significa che, dal momento in cui il citato allegato sarà in vigore, le coppie che si sottoporranno alle procedure di PMA potranno usufruire delle prestazioni dietro pagamento della ordinaria quota di partecipazione.

Le coppie che vorranno sottoporsi a PMA eterologa dovranno, inoltre, partecipare alle spese sostenute dal Ssn per le attività di «selezione dei donatori, prelievo, conservazione e distribuzione delle cellule riproduttive», nella misura stabilita dalle Regioni (articolo 49 Dpcm). Bisogna precisare che questa ulteriore forma di partecipazione non riguarda le prestazioni di PMA – che, come detto, saranno a carico del Ssn sulla base di una tariffa di riferimento nazionale – ma gli esami diagnostici eseguiti sul donatore per verificare il suo stato di salute ed escludere il rischio di trasmissione di malattie, nonché le attività di prelievo, conservazione e trasporto.

Il contributo a carico delle coppie che riceveranno le cellule potrà rappresentare una quota dei costi sopportati per queste attività, ma la Regione potrebbe anche decidere di assumerne interamente a proprio carico la spesa; l'auspicio del Ministero della salute è, tuttavia, di pervenire a un Accordo Stato-Regioni per determinare uniformemente sul territorio nazionale l'ammontare del contributo, il quale, in ogni caso, non dovrà nemmeno lontanamente avvicinarsi agli importi citati nell'atto ispettivo. Quanto all'iter in corso sulla definizione delle tariffe, rammento che il Ministero della salute ha avviato il lavoro, nell'ambito della Commissione permanente tariffe, oltre due anni fa (febbraio 2016).
 
Il lavoro si è rivelato molto complesso e ha richiesto preliminarmente la «transcodifica» di circa 36.000 codici, utilizzati dalle Regioni per le prestazioni erogate. I lavori della Commissione si sono protratti fino alla riunione del 20 settembre 2017, nel corso della quale è stato stabilito l'invio del provvedimento formale al Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), per la concertazione tecnica. II MEF, tuttavia, ha sollevato delle riserve sulla metodologia seguita per la valutazione di impatto, contestando l'attendibilità dei dati forniti dalle Regioni.
 
A seguito di tali osservazioni, il Ministero della salute ha promosso l'allineamento dei dati presenti nel sistema Tessera sanitaria, gestito dallo stesso MEF, rispetto a quelli dei flussi regionali, e le risultanze sono state prese a base per la predisposizione della Relazione tecnica, secondo la metodologia condivisa dal MEF. Non vi è dubbio che le azioni necessarie ad applicare i nuovi LEA, per quanto siano risultate obiettivamente complesse, si siano protratte oltre un termine ormai inaccettabile.
 
Per questo motivo, è ormai divenuto improcrastinabile un ulteriore approfondimento, da parte del Ministero, circa le effettive criticità che hanno determinato questa situazione di stallo, in modo che siano prontamente intraprese le doverose, conseguenti azioni, in merito alle quali non mancherò di aggiornare questa Commissione".
 

26 Ottobre 2018

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