L’annuncio di Riccardi: “Nel 2019 parte revisione Legge Regionale Disabilità”, ed elogia la “Dopo di noi”

L’annuncio di Riccardi: “Nel 2019 parte revisione Legge Regionale Disabilità”, ed elogia la “Dopo di noi”

L’annuncio di Riccardi: “Nel 2019 parte revisione Legge Regionale Disabilità”, ed elogia la “Dopo di noi”
L’annuncio espresso oggi a nel corso del convegno organizzato dalla Consulta regionale delle associazioni di persone disabili e delle loro famiglie e dedicato alla legge 112/2016 del “Dopo di noi”. Lo stesso Riccardi nel suo intervento ha definito la norma nazionale  come una svolta di basilare importanza, anche in considerazione di quanto previsto dalla nostra Costituzione

“L'obiettivo è quello di realizzare concretamente un cambiamento normativo, ma soprattutto culturale, che porterà il prossimo anno ad avviare un percorso condiviso finalizzato alla revisione della legge regionale 41 del 1996 che regola l'integrazione dei servizi e degli interventi sociali e sanitari a favore delle persone disabili in attuazione alla legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti di chi deve affrontare questo tipo di problematica”.  Questo il concetto espresso oggi a Trieste dal vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, nel corso del convegno organizzato dalla Consulta regionale delle associazioni di persone disabili e delle loro famiglie e dedicato alla legge 112/2016 del “Dopo di noi”, la quale, come riportato nel titolo dell'incontro, rappresenta “un'opportunità per la personalizzazione dei servizi nell'area della disabilità”.

Lo stesso Riccardi nel suo intervento ha definito la norma nazionale del “Dopo di noi” come una svolta di basilare importanza, anche in considerazione di quanto previsto dalla nostra Costituzione, con riferimento ai principi dell'autonomia e al diritto all'inclusione sociale.

Prima di rispondere al quesito su come la legge del “Dopo di noi” possa essere un punto di riferimento per il processo riformatore in atto nel comparto della Salute regionale, il vicegovernatore ha tracciato un'articolata premessa ricordando come il Friuli Venezia Giulia per rispondere ai bisogni delle persone con disabilità, oltre che su un numero di risorse umane cresciuto negli anni anche grazie alle famiglie e al Terzo settore, può contare sui 15 milioni di Euro del Fondo per l'autonomia possibile che “assieme ad altri strumenti, consente di realizzare importanti interventi di sostegno all'autodeterminazione e all'inclusione lavorativa”.

Per quel che riguarda la parte relativa ai servizi residenziali, Riccardi ha osservato come l'investimento costante della Regione (circa 43 milioni di euro) abbia favorito la crescita dell'offerta, senza però che essa sia stata accompagnata da un impianto programmatorio adeguato. Da qui l'esigenza di mettere in atto una revisione organica passando per una ridefinizione delle responsabilità istituzionali e organizzative.

“In questo senso – ha spiegato il vicegovernatore – sarà necessario raccordare strettamente i percorsi riformatori in atto nel sistema sanitario con i processi di revisione del sistema dei servizi e interventi per le persone con disabilità così come oggi definito dalla legge regionale 41/96. A tal riguardo sarà essenziale ricercare in maniera condivisa gli assetti che meglio garantiscono la salvaguardia di quella preziosa funzione svolta oggi dai Comuni, evitando così il rischio di una 'sanitarizzazione' di problematiche che richiedono approcci più "esistenziali", che coinvolgono le dimensioni dell'abitare, del lavorare, della formazione e delle relazioni”.

L'esperienza del “Dopo di noi” infatti, come ha rimarcato Riccardi, impone un processo complessivo di integrazione che deve coinvolgere le politiche della casa, del lavoro, della scuola, della mobilità, della salute, con gli attori (Aziende sanitarie, Comuni e Terzo settore) e i singoli servizi (in particolare sanitari e sociali).

“Il funzionamento di questo tipo di architettura organizzativa – ha detto il vicegovernatore – è la principale garanzia che ogni persona in condizione di bisogno riceva un'adeguata presa in carico da parte del servizio pubblico”.

Infine Riccardi ha puntualizzato come in questo rinnovato assetto ci sia la necessità di conferire la giusta valorizzazione “a tutte quelle preziose esperienze che sono espressione del ricco ed articolato mondo del Terzo settore”.

“Si dovranno trovare – ha concluso Riccardi – le corrette modalità amministrative e gestionali affinché venga riconosciuto e sviluppato il valore aggiunto delle realtà del No profit, che con merito rappresentano la responsabilizzazione e la capacità di autorganizzazione di famiglie e singoli cittadini”.

09 Novembre 2018

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