Tumore al polmone: riconoscimento alla scuola di Oncologia Medica di Perugia per ricerca su farmaci intelligenti

Tumore al polmone: riconoscimento alla scuola di Oncologia Medica di Perugia per ricerca su farmaci intelligenti

Tumore al polmone: riconoscimento alla scuola di Oncologia Medica di Perugia per ricerca su farmaci intelligenti
Lo studio coordinato dalla dott.ssa Rita Chiari è stato pubblicato sulla rivista Lancet Oncology ed è stato certificato dalle agenzie Aifa ed Ema. Chiari: “L'attività di ricerca sta dando buoni risultati per quei pazienti colpiti da una patologia considerata infausta fino a pochi anni fa”. LO STUDIO

Il gruppo di ricerca della struttura complessa di Oncologia medica dell’Azienda ospedaliera di Perugia ha ricevuto un prestigioso riconoscimento da una società scientifica che si occupa della gestione di studi clinici. Nello specifico, si tratta di uno studio, coordinato dalla dott.ssa Rita Chiari, sui farmaci a bersaglio molecolare per i tumori del polmone con la traslocazione di Alh, molecole che da alcuni anni hanno modificato la storia naturale della malattia, consentendo così una sopravvivenza a lungo termine unita ad una soddisfacente qualità di vita. Del gruppo di lavoro fanno parte i dottori Giulio Metro, Vincenzo Minotti, Matthias Fischer e l'infermiera di ricerca Sara Medici. Alla attività di ricerca hanno contribuito anche i data manager Roberta Matocci, Sarà Baglivo e Daniela Colabrese.
 
“Il riconoscimento attribuitoci gratifica un gruppo di lavoro che ha proseguito nella attività di ricerca che rappresenta uno dei punti di forza della scuola di Oncologia medica di Perugia – ha voluto sottolineare la dott.ssa Chiari -. Questa peculiarità ci ha permesso di essere stati prescelti in uno studio che sta dando buoni risultati per quei pazienti colpiti da una patologia infausta fino a pochi anni fa". La motivazione del premio mette in evidenza l’elevato numero di arruolati e la la qualità del lavoro, certificata da una ispezione congiunta di due agenzie regolatorie, Aifa e Ema, che operano in ambito europea e italiano. La ricerca, che ha visto impegnati tre centri italiani, è stata pubblicata su Lancet Oncology.
 

15 Dicembre 2018

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