Cardarelli: un’innovativa tecnica di trapianto arricchisce l’offerta sanitaria della Regione

Cardarelli: un’innovativa tecnica di trapianto arricchisce l’offerta sanitaria della Regione

Cardarelli: un’innovativa tecnica di trapianto arricchisce l’offerta sanitaria della Regione
Verrà presentato lunedì 11 febbraio il primo risultato concreto del protocollo d’intesa tra Cardarelli di Napoli e Niguarda di Milano: il “trapianto delle isole pancreatiche”. Napoli si aggiunge così agli altri cinque centri in Italia in grado di realizzare questo intervento.

"La sanità campana si arricchisce di una nuova tecnica di trapianto utile al trattamento del diabete di tipo 1. Grazie al protocollo d’intesa con il quale è nato il gemellaggio tra il Cardarelli di Napoli e il Niguarda di Milano, e a distanza di appena un anno dall’inizio della collaborazione tra le due Aziende ospedaliere sostenuto dai presidenti De Luca e Fontana, il trapianto delle 'Isole Pancreatiche' è ora una realtà anche all’ombra del Vesuvio". A darne notizia, un comunicato stampa dell'ospedale Cardarelli di Napoli. La presentazione avverrà lunedì 11 febbraio presso il Padiglione N, 2° piano, Aula Moriello.
 
"È il primo risultato concreto – spiega il direttore generale Ciro Verdoliva – di una cooperazione ideata e realizzata con l’intento specifico di ampliare e migliorare l’assistenza, mutuando le nostre reciproche esperienze. Niente proclami o progetti di vetrina, con il Niguarda abbiamo avviato un lavoro che si fonda sulla concretezza. In questo caso è il Cardarelli di Napoli ad aggiungersi ai pochissimi centri in Italia (Milano Niguarda, Milano San Raffaele, Pisa, Perugia e Palermo ISMET) in grado di garantire questa tecnica innovativa. In molti altri ambiti sarà invece Napoli a mutuare le proprie eccellenze per completare questo scambio alla pari tra due grandi realtà".
 
"Il Niguarda di Milano ha iniziato il suo percorso di trapianto delle isole pancreatiche nel 2009 – spiega la nota -, grazie alla collaborazione con il Diabetes Research Institute (DRI) dell’Università di Miami, guidato dal professor Ricordi. Si tratta di un programma multi-specialistico che richiede la collaborazione di diverse équipe: gli specialisti della diabetologia e della nefrologia per la gestione del paziente, lo staff dei trapianti e gli anestesisti per il prelievo dal donatore, la terapia tissutale per la preparazione delle cellule e gli psicologi per valutare se il paziente sia pronto ad intraprendere questo iter di cura.
 
Il candidato tipo al trapianto è una persona affetta da diabete di tipo 1, una patologia su base autoimmune, che colpisce in giovane età. La patologia è spesso scompensata – ovvero i valori della glicemia sono per lunghi periodi fuori controllo – e generalmente si tratta di pazienti che per una serie di motivi non si possono sottoporre al trapianto di pancreas o al trapianto combinato di rene e pancreas, ad esempio per problematiche cardiovascolari".
 
"In questi casi vengono prelevate dal pancreas di un donatore le cellule deputate alla produzione di insulina – dice Federico Bertuzzi, responsabile della Banca della cute e delle isole pancreatiche di Niguarda – e trattate in laboratorio con una delicata e complessa procedura di separazione e di purificazione. Una volta pronte, possono essere trapiantate nel paziente mediante un’iniezione, nella vena porta, nel fegato. Qui attecchiscono e incominciano a produrre insulina. Inoltre per evitare il rigetto, il paziente inizia ad essere trattato con una terapia immunosoppressiva. In pratica, dopo il trapianto la produzione dell’insulina avviene grazie a queste cellule che si insediano nel fegato".
 
“Per noi è motivo di orgoglio poter condividere con i colleghi del Cardarelli il know how acquisito dai nostri professionisti grazie alla storica collaborazione con il team del professor Ricordi di Miami – dice Marco Bosio, direttore generale di Niguarda -. Questo è solo l’ultimo dei risultati ottenuti dalla partership tra questi due grandi ospedali metropolitani, un protocollo d’intesa che ha come obiettivo lo scambio di best practice ed esperienze per una crescita bidirezionale delle sue strutture".
 
"E lunedì 11 febbraio – conclude la nota -, in occasione di uno degli incontri di approfondimento e confronto tra le equipe di esperti, saranno presenti al Cardarelli il direttore generale del Niguarda e il professor Camillo Ricordi per illustrare tutti i dettagli di questo importante risultato".

05 Febbraio 2019

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