Cambiamenti climatici. Medici ambientali sollecitano interventi comuni ai ministri Grillo e Costa

Cambiamenti climatici. Medici ambientali sollecitano interventi comuni ai ministri Grillo e Costa

Cambiamenti climatici. Medici ambientali sollecitano interventi comuni ai ministri Grillo e Costa
L’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente lancia un appello ai Ministri della Salute e dell'Ambiente affinché ci si attivi subito per affrontare i cambiamenti climatici: “Abbiamo già il record in Ue per la mortalità dovuta all’inquinamento atmosferico e 80-90mila decessi l’anno”. È ormai ampiamente noto alla comunità scientifica internazionale che i cambiamenti climatici hanno numerose e ampie conseguenze sulla salute umana

L’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (Isde) ha chiesto un incontro urgente ai Ministri dell’Ambiente Sergio Costa e della Salute Giulia Grillo"per avere la possibilità di spiegare come una reale e rigorosa applicazione del principio la salute in tutte le politiche possa rappresentare uno strumento idoneo a migliorare l’ambiente e mitigare i cambiamenti climatici, condividendo azioni concrete da portare avanti insieme a tutti i cittadini".


 


Lo rende noto la stessa associazione che ricorda la recente pubblicazione di un suo position paper su “Cambiamenti climatici, salute, agricoltura e alimentazione” nel quale vengono discusse le conoscenze attuali sui cambiamenti climatici, le conseguenze socio-economiche, ambientali e sanitarie che le variazioni in corso comportano e come le attività umane possano influire, positivamente o negativamente, sugli scenari attesi. È, infatti, ormai ampiamente noto alla comunità scientifica internazionale che i cambiamenti climatici hanno numerose e ampie conseguenze sulla salute umana e che stiamo registrando un incremento continuo dei rischi e dei danni sanitari.

Le misure per rallentare questi fenomeni esistono e potrebbero essere adottate con benefici immediati a livello locale/nazionale, quali quelli sull’inquinamento, sulla qualità della vita e la salute e anche sulla riduzione dei costi diretti e indiretti generati dalle modificazioni climatiche,
L’azione locale/nazionale potrebbe altresì essere d’esempio per altri Paesi innescando un processo virtuoso di miglioramento generale per imitazione.

“Non stiamo lottando abbastanza per fermare i cambiamenti climatici – dichiarano ancora gli esponenti di Isde – l’ultimo report dell’Intergovernative Panel of Climate Change – (Onu) ha ribadito, infatti, la necessità di contenere il riscaldamento globale entro 1.5°C rispetto ai valori pre-industriali e che restano solo pochi decenni per raggiungere questo obiettivo, chiedendo l’applicazione di misure rapide, inedite e di ampia portata”.

“L’Italia è tra i Paesi europei che sta già subendo e subirà maggiormente gli effetti drammatici dei cambiamenti climatici – concludono da Isde – abbiamo già il record in Ue per la mortalità dovuta all’inquinamento atmosferico, 80-90 mila decessi l’anno, e la nostra posizione geografica agevolai processi di desertificazione e la diffusione di vettori o agenti di malattie infettive tipiche delle regioni Sub Sahariane. Non c’è più tempo, occorre agire e farlo subito per fermare l’innalzamento delle temperature”.

27 Marzo 2019

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