Pronto soccorso Umberto I. Bianco (Fnomceo): “Meno muscoli, più responsabilità”

Pronto soccorso Umberto I. Bianco (Fnomceo): “Meno muscoli, più responsabilità”

Pronto soccorso Umberto I. Bianco (Fnomceo): “Meno muscoli, più responsabilità”
Per il presidente della Fnomceo è "incomprensibile" la sospensione dei due dirigenti dell'Umberto I. “Non si possono né si devono usare i bracci della tenaglia per schiacciare i professionisti che da anni reggono l’insostenibilità del sistema, acuita dalle difficoltà economiche e dai tagli”.

“Non si possono né si devono usare i due bracci della tenaglia per schiacciare i professionisti che, invece, da anni reggono l’insostenibilità del sistema, acuita dalle difficoltà economiche e dai conseguenti tagli”. Ad affermarlo è il presidente della Federazione nazionale degli Ordini Medici (Fnomceo), Amedeo Bianco, secondo il quale “risultano francamente incomprensibili la forma e la ratio della sospensione di 90 giorni comminata ai due dirigenti del Policlinico Umberto I a fronte del disastro annunciato le cui caratteristiche sono riscontrabili in lungo e in largo nel nostro paese”.

“La forma – spiega Bianco – attiene ad una individuazione ‘difensivistica’ delle responsabilità, che si fanno ricadere sul penultimo anello debole della catena, e cioè i dirigenti del servizio specifico. Come ultimo anello debole restano comunque i pazienti”.

“La ratio, invece – continua il presidente della Federazione – consiste nel fatto che, nei Dea (dipartimenti emergenza e accettazione), implodono tutte le contraddizioni del sistema delle cure e dell’assistenza. Contraddizioni che, lo ribadisco, sono già note e documentate da anni e che consistono, da una parte, in un’inappropriatezza negli accessi ai pronto soccorso e, dall’altra, nella difficoltà di garantire flussi in uscita dai reparti di degenza di pazienti in post acuzie, in ragione dell’insufficienza dei servizi di domiciliarità e di ricovero per le lungodegenze”.

Per Bianco “va dunque corretto quel messaggio che arriva ai cittadini sull’individuazione delle responsabilità che oggettivamente erode la fiducia nelle istituzioni ma soprattutto nei professionisti, che sono invece, insieme a loro, in prima linea su un campo di battaglia che non può che vederli alleati per il miglioramento dei servizi”.
 

23 Febbraio 2012

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