La ricetta di Confindustria per abbassare le tasse: “Classi più abbienti paghino di più per sanità, università e trasporti locali”

La ricetta di Confindustria per abbassare le tasse: “Classi più abbienti paghino di più per sanità, università e trasporti locali”

La ricetta di Confindustria per abbassare le tasse: “Classi più abbienti paghino di più per sanità, università e trasporti locali”
La proposta avanzata questa mattina dal presidente Vincenzo Boccia nella sua relazione in apertura dell’Assemblea generale dell’associazione dell’industria italiana, presenti i presidenti della Repubblica Mattarella e del Consiglio Conte e il vice premier Di Maio. “Ragioniamo su una maggiore compartecipazione alla spesa pubblica per le classi più abbienti, partendo da sanità, università e trasporto pubblico locale, per finanziare una generale riduzione del carico fiscale”.

Relazione nel segno dell’ottimismo e dell’orgoglio sul made in Italy a 360 gradi, almeno in chiave comunicativa, quella che ha aperto stamattina l’Assemblea generale della Confindustria a Roma alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella e del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, presente anche il ministro dello Sviluppo Economico e vice premier Luigi Di Maio.
 
Nelle 25 cartelline del suo speech il presidente degli industriali italiani Vincenzo Boccia ha spaziato dalla situazione interna alla sfida delle prossime elezioni europee, auspicando “un’Europa più coesa e forte che possa competere alla pari con giganti come Cina e Stati Uniti. Perché la competizione non è più tra Paesi d’Europa, ma tra l’Europa e il mondo esterno”.
 
“Come pensiamo, altrimenti, – si chiede Boccia – che un Paese di 60 milioni di abitanti possa da solo confrontarsi con chi di abitanti ne ha più di un miliardo? Se qualcuno pensa il contrario deve dimostrare che esiste un modo credibile di difendere l’interesse nazionale italiano in un contesto diverso”.
 
Per tutta la relazione il mood è quello di uno sprone a recuperare l’ottimismo e la voglia di emergere delle generazioni passate che hanno fatto grande l’Italia del dopo guerra.
 
“Quale Italia troverà fra 20 anni un bambino che nasce oggi dipenderà dalle scelte che faremo noi, adesso. Dalle politiche economiche e dai cambiamenti culturali che tutta la società italiana – istituzioni, famiglie, imprese – avrà avviato”, sottolinea Boccia rimarcando subito dopo “l’urgenza di agire in questo delicato frangente della vita nazionale, sospesi tra il rischio di un destino declinante e la possibilità di riattivare una piena ripresa”.
 
E la Confindustria sente di dovere e volere “agire perché crediamo in questa Italia, lasciando da parte i tatticismi e invitando la politica ad allungare e allargare lo sguardo”.
 
“Più lavoro, più crescita e meno debito pubblico restano gli obiettivi che una sana politica economica deve perseguire. Con gli ultimi due come precondizioni per raggiungere il primo: la vera priorità è creare più lavoro a partire dai giovani”, ha detto il presidente di Confindustria.
 
E in proposito Boccia ha proposto di avviare “una spending review di legislatura con meccanismi premiali per i funzionari che generano efficienza. Una spending review non destinata solo a operare tagli e a reperire risorse, ma a migliorare la qualità della spesa”.
 
Ma per Boccia serve anche più impegno diretto in termini economici da parte delle classi più abbienti: “Ragioniamo su una maggiore compartecipazione alla spesa pubblica per le classi più abbienti, partendo da sanità, università e trasporto pubblico locale, per finanziare una generale riduzione del carico fiscale”, ha detto.
 
E infine anche un riferimento alla partita dell’autonomia differenziata. “Facciamo dell’autonomia differenziata una leva di competitività ed efficienza, oltre che di valorizzazione delle peculiarità regionali, salvaguardando la visione unitaria e l’interesse nazionale su questioni strategiche per l’economia, come l’energia o le infrastrutture. Ma anche le esigenze di solidarietà e perequazione tra territori, a garanzia del principio di uguaglianza”, è la ricetta del presidente di Confindustria su uno dei temi più conflittuali dell’odierna maggioranza di Governo.
 
 
 

22 Maggio 2019

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