Quici (Cimo): “Visione distorta della realtà che appare strumentale ad altri programmi”
Per la Cimo, “al di là della leggerezza con la quale sono stati considerati i medici di medicina generale da un rilevante politico nazionale”, si legge in un comunicato stampa, “è scandaloso un intervento istituzionale (al Meeting CL di Rimini) in cui si affronti il tema della crisi nel SSN e della mancanza di circa 45mila medici indicando come ‘brillante’ soluzione quella di rinunciare direttamente ad un suo pilastro essenziale, i medici stessi”.
“C’è da augurarsi che si tratti un colpo di calore, di quelli che in questa estate hanno già mietuto molte vittime nella politica – afferma il Presidente nazionale Cimo, Guido Quici – perché questa visione distorta della realtà è molto pericolosa ed appare una narrazione strumentale ad altri programmi. In questo senso, ha perfettamente ragione il Presidente della FNOMCeO Filippo Anelli quando dice che esiste 'uno scollamento della politica dalle esigenze reali del paese e dei cittadini'”.
Per Cimo, “chi immagina di voler surrogare la figura del medico specialista o del medico di medicina generale con sistemi informatici basati su algoritmi, è evidente che abbia in mente un modello in cui il medico è trasformato in qualcosa simile ad un call center, da affiancare ad una app cui porre quesiti per risolvere i problemi di salute”.
“Che la figura del medico sia profondamente cambiata anche per l’eccessiva burocratizzazione, per le leggi che hanno fatto prevalere la medicina amministrata e la medicina difensiva, è noto a tutti – commenta Quici – ma, a dispetto della nuova frontiera della sanità virtuale e privatizzata, come quella di Watson e Babylon, le analisi di mercato testimoniano che l’85% dei pazienti non rinuncerebbe mai al rapporto umano con il dottore. A differenza della politica e nonostante le mille difficoltà, esiste ancora quella strana cosa che si chiama “empatia”, che permette ai medici di sostenere con enormi sacrifici il nostro servizio sanitario pubblico, offrendo ai cittadini prestazioni professionali adeguate ed efficaci; e che, al tempo stesso, consente al paziente di rivolgersi ancora al proprio medico di fiducia per ottenere concrete risposte ai bisogni di salute personali”.
“Vogliamo difendere quel paese speciale e democratico che è l’Italia – conclude il Presidente nazionale Cimo – in cui i medici e il sistema sanitario nazionale si fanno carico di problematiche di tipo sociale che sostengono le cure ai pazienti anziani e ai non autosufficienti, ai cronici, ai malati terminali e a tutti coloro che necessitano di assistenza. Se viene meno il ruolo dei medici di medicina generale, viene meno il vero supporto pubblico tipico di un Paese il cui lo stato sociale ha uno spessore unico, definito anche come “welfare di tipo mediterraneo”, proprio per queste motivazioni di umanità e professionalità insostituibili”.
26 Agosto 2019
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