Cisl Medici: “Sembra vedersi finalmente la luce in fondo al tunnel in cui era finito il contratto”
Tutto bene, quindi.
Dopo una lunga gestazione e molti incontri anche serrati in sede ARAN eravamo riusciti, prima della pausa estiva, a siglare in via di ipotesi un testo che non garantiva certo aumenti faraonici, ma che la nostra organizzazione riteneva il migliore possibile perché – accanto agli incrementi tabellari comunque in linea con quanto riconosciuto percentualmente alle altre realtà del pubblico impiego – conteneva, tra le altre, misure di tutela per i colleghi più giovani, clausole di salvaguardia per i fondi professionali e cura per il disagio lavorativo.
Tutte cose che la CISL Medici ha sempre caparbiamente chiesto, ottenuto e difeso a denti stretti.
Come continuerà a fare, con il consenso crescente di tanti colleghi che ci onorano della loro fiducia.
No. Quasi bene.
Perché apprezziamo che il ministro Speranza sia felice con noi per il via libera da parte del Consiglio dei Ministri, ma dobbiamo garbatamente fargli notare che NON E’ il “nuovo contratto”, ma solo un contratto scaduto ormai da quasi un anno. Ministro, ci ascolti. Ci aiuti. Ora.
Perché temiamo che le risorse previste con l’emananda legge di bilancio non siano sufficienti a garantire incrementi adeguati. E non staremo certo a guardare passivamente, se così fosse.
Perché ci sono ancora troppe aggressioni a troppi colleghi.
Perché i colleghi non sono certo troppi, anzi. Non si agisce ancora per “rimpolpare” le fila di coloro che garantiscono la salute dei cittadini. C’è ancora troppo precariato. I medici fuggono all’estero, molto meglio pagati e purtroppo anche meglio considerati. Eccellenze cliniche costosamente formate che “spendono” le proprie competenze in altri paesi. Una follia della nostra politica.
Perché una sanità ben organizzata è il primo e miglior mezzo per distinguere un Paese civile.
Biagio Papotto
Segretario nazionale Cisl Medici
22 Novembre 2019
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