Equiparazione stipendi Italia-Europa. “Mission impossible”. Giovannini getta la spugna

Equiparazione stipendi Italia-Europa. “Mission impossible”. Giovannini getta la spugna

Equiparazione stipendi Italia-Europa. “Mission impossible”. Giovannini getta la spugna
Dopo alcuni mesi di lavoro la Commissione governativa sul livellamento retributivo Italia-Europa per parlamentari, amministratori locali e dirigenti pubblici, presieduta dal presidente Istat, ha rimesso il suo mandato a Monti. Impossibile confrontare i dati, meglio cambiare la norma della manovra “Tremonti”.

Alla fine non ce l’ha fatta neanche il presidente dell’Istat Enrico Giovannini, alla guida della Commissione sul livellamento retributivo Italia-Europa istituita per dare attuazione alla manovra del luglio 2011 (art. 1 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con legge 15 luglio 2011, n. 111), che prevede il livellamento retributivo Italia-Europa per i deputati e senatori, per i membri di altri organi di rilievo costituzionale, per i componenti gli organi di vertice di Autorità e Agenzie e per le figure apicali delle rispettive amministrazioni e delle amministrazioni centrali dello Stato, per i sindaci e i consiglieri comunali, per i presidenti e i membri dei consigli regionali e provinciali.

“Nonostante l’intenso lavoro svolto, si legge nelle conclusioni del rapporto della Commissione consegnato a Mario Monti e diffuso oggi – i vincoli posti dalla normativa, l’eterogeneità delle situazioni riscontrate negli altri paesi e le difficoltà incontrate nella raccolta dei dati hanno impedito alla Commissione di produrre i risultati attesi”.
Per questo la  “Commissione segnala al Governo l’opportunità di riconsiderare la normativa vigente, la quale appare obbiettivamente di difficile (se non impossibile) applicazione. A tale proposito, si segnala che la normativa prevede, entro il 30 giugno 2012, la pubblicazione dei dati riferiti all’anno in corso, operazione che richiederebbe l’avvio immediato di una nuova raccolta di dati presso le autorità nazionali dei sei paesi considerati”.

“Alla luce dell’esperienza maturata nel corso dei suoi lavori e delle evidenti difficoltà incontrate nello svolgimento dei propri lavori, anche a causa della formulazione della normativa vigente, la Commissione – prosegue il rapporto – ritiene doveroso rimettere il mandato ricevuto. Il Presidente della Commissione, indicato dalla legge nel Presidente dell’Istat, rimane necessariamente in carica. Qualora il Governo ritenesse che la Commissione debba proseguire nei suoi lavori, lo si invita ad esprimere tempestivamente il proprio orientamento, anche procedendo ad una nuova nomina dei suoi membri”.
 

04 Aprile 2012

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