Giunta alza da 130 a 145 euro il budget per ogni giorno di ricovero in Ospedali di comunità e Unità riabilitative territoriali

Giunta alza da 130 a 145 euro il budget per ogni giorno di ricovero in Ospedali di comunità e Unità riabilitative territoriali

Giunta alza da 130 a 145 euro il budget per ogni giorno di ricovero in Ospedali di comunità e Unità riabilitative territoriali
Ridefinite le modalità di compartecipazione del cittadino. Negli ospedali di comunità pubblici e convenzionati il paziente sarà assistito gratuitamente i primi 60 giorni, poi pagherà 25 euro dal 61° e fino al 90° giorno di ricovero (“Abbiamo aggiunto trenta giorni di cure gratuite”). Negli altri ospedali di comunità gli stessi importi sono previsti dal 31° al 60° giorno. Nelle unità riabilitative territoriali la somma a carico dell’assistito, sempre pari a 25 euro, scatta dal 16° al 60° giorno, poi sale a 45 euro al giorno.

Maggiori risorse, in Veneto, a disposizione degli ospedali di comunità e delle unità riabilitative territoriali e maggior attenzione all’assistito che pagherà la quota a suo carico solo dopo un periodo di degenza più lungo di quello previsto attualmente. Questo, in sintesi, il contenuto di una delibera presentata dall’assessore alla Sanità e al Sociale Manuela Lanzarin, è stata approvata dalla Giunta regionale.

Ik provvedimento sarà esecutivo dal prossimo primo gennaio e comporta, illustra la Regione in una nota, un incremento da 130 a 145 euro della somma giornaliera omnicomprensiva, erogata alle strutture intermedie per ogni ricovero. Contemporaneamente ha lasciato invariata la compartecipazione da parte del ricoverato ridefinendone le modalità. Negli ospedali di comunità, pubblici o convenzionati, il paziente sarà assistito gratuitamente i primi 60 giorni, la quota giornaliera di 25 euro scatterà dal 61° giorno e fino al 90°, “con questa modifica si aggiungono trenta giorni di cure gratuite”, evidenzia la nota.

Negli altri ospedali di comunità gli stessi importi sono previsti dal 31° al 60° giorno.

Nelle unità riabilitative territoriali, invece, la somma omnicomprensiva erogata dalla Regione è aumentata a 145 euro dai 130 attuali, mantenendo sempre 25 euro a carico dell’assistito dal 16° al 60° giorno e 45 euro dopo.

“In conformità con il piano socio sanitario regionale 2019-2023 ed a seguito della riorganizzazione delle strutture intermedie deliberata quest’anno – sottolinea  nella  nota l’assessore Lanzarin – si è ritenuto utile procedere ad una revisione dell’impegno economico per ogni giornata di degenza. Il mese scorso, Azienda Zero ha prodotto la relazione che, basata sui costi standard, evidenzia vari elementi a sostegno dell’opportunità di incrementare la quota giornaliera sia negli ospedali di comunità che nelle unità riabilitative territoriali. Oggi abbiamo deliberato, certi che è un provvedimento non solo utile al nostro sistema sanitario ma anche che va incontro a tanti malati e alle loro famiglie”.     

“Stiamo parlando, infatti, di un investimento importante che avrà ricadute rilevanti a vantaggio dei cittadini – sottolinea l’assessore Lanzarin – la rete veneta di strutture intermedie mette oggi a disposizione 548 posti letto, e 275 in attivazione, in un’organizzazione di qualità che offre prestazioni mediche dagli standard elevati. Il Piano Socio Sanitario Regionale, pone l'indice minimo dei posti letto per strutture intermedie al 0,6% della popolazione over 45, prevedendo l’incremento della percentuale dello 0,2% per alcuni territori (Bellunese, Polesine ed altre aree montane e lagunari), la programmazione indica 2.013 posti letto. Il Veneto si distingue, con un valore di posti doppio, rispetto al panorama nazionale, dove la percentuale di copertura delle strutture intermedie si attesta sullo 0,3%”.

“Le strutture, inoltre, – conclude l’Assessore – sono un’offerta sanitaria caratterizzata da un forte legame territoriale, trattandosi di ambienti per degenze temporanee destinate ai pazienti per i quali non sia possibile prefigurare un percorso di assistenza domiciliare e risulti improprio il ricorso all'ospedalizzazione o all'istituzionalizzazione. Nell’ottica di un utilizzo sempre più corretto delle aree ospedaliere riservate ai casi acuti, questo provvedimento indirizza risorse ancora maggiori alle necessità di pazienti che, non ostante necessitino di una intensità di cura più bassa, sono comunque particolarmente fragili a cominciare da chi è affetto da malattie croniche, molto spesso legate anche all’età”.

18 Dicembre 2019

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