Veneto. Nuove indicazioni della Giunta per inserimento lavorativo

Veneto. Nuove indicazioni della Giunta per inserimento lavorativo

Veneto. Nuove indicazioni della Giunta per inserimento lavorativo
La chiave di volta sarà una stretta sinergia tra i Centri per l’impiego, che gestiscono il collocamento reso obbligatorio dalla legge 68 del 1999, e i Servizi delle Ulss che si occupano di inserimento lavorativo anche in realtà ‘protette’ come Ceod e cooperative sociali. Il fine ultimo della collaborazione è aggredire lo ‘zoccolo duro’ dei circa 23.500 disabili inoccupati da anni, che non hanno beneficiato sinora di alcuna forma di collocamento.

Collaborazione stretta, procedure comuni e medesimo livello di servizi: i 400 operatori dei 39 centri per l’Impiego del Veneto e gli operatori dei 9 Sil (i Servizi delle Ulss per l’inserimento lavorativo dei disabili) dovranno d’ora in poi parlare la stessa lingua e lavorare insieme per offrire la stessa qualità di servizi in tutto il territorio regionale. Sono questi i nuovi indirizzi operativi decisi dalla Giunta del Veneto e operativi a partire da quest’anno, su indicazione dell’assessore al lavoro, Elena Donazzan, e della collega alla Sanità e sociale, Manuela Lanzarin.
 
“Sono oltre 30 mila i disabili iscritti alle liste di collocamento dei Centri per l’impiego, e circa nell’80 per cento dei casi si tratta di persone che hanno grande difficoltà a trovare un inserimento nel mondo del lavoro, sia per il grado di disabilità sia per lo scarso livello formativo – premettono Donazzan e Lanzarin – Una stretta sinergia tra i Centri per l’impiego, che gestiscono il collocamento reso obbligatorio dalla legge 68 del 1999, e i Servizi delle Ulss che si occupano di inserimento lavorativo anche in realtà ‘protette’ come Ceod e cooperative sociali, potrà agevolare la progettazione di esperienze personalizzate. Il fine ultimo della collaborazione tra gli operatori di Veneto Lavoro (Cpi) e quelli delle Ulss (Sil) è aggredire lo ‘zoccolo duro’ dei circa 23.500 disabili inoccupati da anni, che non hanno beneficiato sinora di alcuna forma di collocamento”.
 
Gli indirizzi operativi di collaborazione tra i due servizi dati dalla Giunta veneta prevedono che in Centri per l’Impiego e Servizi per l’inserimento lavorativo delle diverse aree territoriali del Veneto si scambino informazioni, condividano i sistemi informatici, partecipino insieme ai colloqui valutativi e concordino i percorsi di inserimento, coniugando le caratteristiche e le potenzialità della persona con le occasioni di impiego disponibili e attivando percorsi di accompagnamento ed eventuale tutoraggio. Si introducono, inoltre, momenti di confronto periodico e di monitoraggio permanente sugli inserimenti lavorativi effettuati o programmati.
 
“Nel biennio in corso la Regione Veneto ha dato avvio ad un piano complesso di azioni per l‘inserimento occupazionale delle persone con disabilità – sottolinea l’assessore Donazzan – Un piano che ha incrementato gli incentivi per le aziende che assumono persone fragili a vario titolo e che potenzia le iniziative di formazione e i tirocini per persone con difficoltà fisiche e psichiche, in modo da recuperare almeno in parte il gap formativo che ne limita l’occupabilità. Mettere a sistema unico l’operato dei Centri per l’impiego con quello dei SIL è uno dei requisiti preliminare per il buon esito del piano. L’offerta di almeno una opportunità di lavoro, anche se temporanea, è riconoscimento di dignità e di diritti alle persone con disabilità”.
 
Nel 2018, infatti, su 27.412 persone con disabilità iscritte alle liste del collocamento mirato in Veneto, quelle effettivamente avviate al lavoro sono state 5.529. Le assunzioni a tempo indeterminato sono state 2.655, di cui solo 115 con invalidità psichica o intellettiva. Nel contempo si sono registrate oltre 10 mila assunzioni a tempo determinato.

04 Gennaio 2020

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