Salute mentale. Dalla Regione fondo integrativo di 7,5 milioni per le spese di residenzialità

Salute mentale. Dalla Regione fondo integrativo di 7,5 milioni per le spese di residenzialità

Salute mentale. Dalla Regione fondo integrativo di 7,5 milioni per le spese di residenzialità
“La Giunta veneta ha deciso di superare le indicazioni nazionali sui Lea che dispongono che le Regioni si facciano carico del 40% della retta, lasciando che il restante 60% del costo sia a carico delle famiglie o dei Comuni, confermando la copertura al 60%”, spiega una nota. In Veneto attualmente sono oltre 1300 le persone con problematiche psichiatriche accolte nelle comunità alloggio e negli appartamenti protetti.

La Regione Veneto si fa carico del 60 per cento della retta delle comunità alloggio e degli appartamenti protetti che accolgono persone affette da disturbi mentali. Con una nota la Regione annuncia infatti l’approvazione, su proposta dell’assessore alla sanità e al sociale Manuela Lanzarin, di un fondo integrativo da 7,5 milioni di euro.

La Regione, spiega la nota, “ha deciso di superare le indicazioni nazionali sui Lea (i livelli essenziali di assistenza) che dispongono che le Regioni si facciano carico del 40 per cento della retta, lasciando che il restante 60 per cento del costo sia a carico delle famiglie o dei Comuni (nei casi di pazienti non abbienti). In Veneto, invece, la quota sanitaria (Lea) coperta dal Fondo nazionale sanitario resta pari al 60 per cento della tariffa giornaliera”.

“Di fronte alle disposizioni nazionali, condivise peraltro anche dalle altre Regioni, la Regione Veneto ha scelto di far proprie le preoccupazioni delle famiglie e degli enti locali per la nuova riparametrazione nazionale dei costi sanitari e sociali dell’assistenza residenziale – dichiara l’assessore Lanzarin – e ha deciso di recuperare 7,5 milioni di euro per integrare, con risorse extra Lea, la quota di compartecipazione sociale di comunità alloggio e appartamenti protetti, in modo di assicurare copertura regionale per quasi due terzi al costo dell’ospitalità residenziale per la salute mentale. La psichiatria di comunità del Veneto si fonda su un modello di integrazione socio-sanitaria unico che valorizza il rapporto pubblico-privato e  rappresenta un patrimonio culturale ed operativo da consolidare ed incentivare.”.

In Veneto attualmente sono oltre 1300 le persone con problematiche psichiatriche accolte nelle comunità alloggio e negli appartamenti protetti. La rete infrastrutturale di alloggi protetti per la salute mentale conta quasi mille posti nelle comunità alloggio (strutture) che possono accogliere dagli 8 ai 16 utenti, a seconda della tipologia) e 333 posti nei gruppi appartamento (al massimo 4 utenti per unità abitativa).

Il  fondo integrativo è ripartito tra le 9 Ulss del territorio: la quota più consistente è stata assegnata all’Ulss 9 Scaligera (1.784.884 euro) che ha nel proprio territorio 229 posti nelle strutture residenziali socioassistenziali per la salute mentale, seguita dall’Ulss 2 Marca Trevigiana (1.098.431 euro) e dall’Ulss 8 Berica (1.020.171 euro), rispettivamente con 219 e 123 posti residenziali. Queste le altre quote del riparto: 856.282 all’Ulss 7 Pedemontana (che conta 91 posti letto tra comunità alloggio e appartamenti), 854.183 all’Ulss 3 Serenissima (163 posti), 748.498 all’Ulss 6 Euganea (234 posti), 583.499 all’Ulss 1 Dolomiti (53 posti), 339.947 all’Ulss 5 Polesana (63) e 283 mila euro all’Ulss 4 del Veneto Orientale (54 posti).

16 Gennaio 2020

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