Fine vita. Incontro alla Sapienza con i giovani medici. La compagna di Dj Fabo: “La sentenza della Corte onora la nostra battaglia”

Fine vita. Incontro alla Sapienza con i giovani medici. La compagna di Dj Fabo: “La sentenza della Corte onora la nostra battaglia”

Fine vita. Incontro alla Sapienza con i giovani medici. La compagna di Dj Fabo: “La sentenza della Corte onora la nostra battaglia”
Valeria Imbrogno in occasione della giornata “Il Fine vita fra legge 219 e sentenza della Corte Costituzionale” ha parlato alla platea di giovani medici: “Imparate a sostenere le famiglie rispettando la dignità delle persone”. Ma la Sentenza della Corte Costituzionale sul fine vita pone anche nuovi interrogativi

“La cosa che mi è mancata di più in questo doloroso percorso è stata la mancanza di un sostegno da parte di medici e infermieri che mi spiegassero quel che stava succedendo. Per questo dico a voi, quando sarete medici, di ricordare che dietro al paziente c’è una persona con la sua storia e la sua dignità, soggettiva per ognuno di noi”.
 
A parlare è la caregiver più nota d’Italia, Valeria Imbrogno, compagna di Dj Fabo, davanti ad una platea di giovani medici alla Sapienza Università di Roma in occasione della giornata di formazione “Il Fine Vita fra legge 219 e sentenza della Corte Costituzionale” organizzata dalla Sapienza con Consulcesi e Sanità In-Formazione.
 
Valeria si racconta ed emoziona i futuri camici bianchi: “Fabiano decise di interrompere la sua vita dopo aver fermamente creduto di potercela fare. Le aveva tentate tutte, prima di decidere quel quella che stava conducendo non era la vita, ma una sopravvivenza senza dignità. Quando arrivò il semaforo verde dalla Svizzera, Dj Fabo chiese a Valeria di organizzare una grande festa. Io voglio andarmene via a febbraio, però prima voglio fare 40 anni”.
Il percorso in Svizzera che lo avrebbe condotto al suicidio assistito, è stato un percorso pieno di ostacoli e difficoltà, racconta Valeria. E quando uno studente le ha chiesto perché Dj Fabo avesse perso le speranze, Valeria ha riportato le parole di Fabiano: “Tu vivresti tutta la vita legato a letto e bendato?”
 
Valeria Imbrogno ha condotto, insieme al suo compagno e con l’aiuto di Marco Cappato dell’Associazione Coscioni, la battaglia per l’autodeterminazione e il riconoscimento del fine vita che ha portato alla pronuncia della Corte Costituzionale. Un passo avanti storico che pone nuovi orizzonti per i pazienti ma anche nuovi quesiti.
 
Cosa cambia dopo le recenti sentenze sul fine vita? La risposta è arrivata da Pasquale Macrì, Direttore Medicina Legale Asl Arezzo e Paola Frati, ordinario di Medicina Legale alla Sapienza a margine della giornata di lavori:
La grande novità sul fine vita in Italia, in attesa di una vera e propria legge sul tema, è rappresentata dalla pronuncia storica della Corte Costituzionale che, a seguito della vicenda di Dj Fabo, ha dichiarato non punibile il medico che agevola il suicidio del paziente determinato a togliersi la vita. Qualche giorno fa, la Fnomceo ha allineato il suo Codice deontologico alla decisione della Corte adeguando la non punibilità penale a quella disciplinare. La Corte di Cassazione prevede che si verifichino alcune condizioni necessarie per procedere con il suicidio assistito e cioè che il paziente debba essere tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli. La Corte pone ulteriori “paletti” a difesa della persona: il rispetto della normativa sul consenso informato e sulle cure palliative e la sedazione profonda continua e la verifica dei criteri e delle modalità di esecuzione che devono essere effettuate esclusivamente da una struttura pubblica del Servizio Sanitario Nazionale, sentito il parere del Comitato Etico territorialmente competente.
 
Il medico è obbligato ad effettuare il suicidio assistito? Il medico non è obbligato a procedere ad atti suicidari ed in questo è confortato dalla clausola di obiezione di coscienza, che è stata ribadita anche nell’analisi del Codice Deontologico fornito dalla Fnomceo.
Ma attenzione, il medico rimane punibile in Italia per l’eutanasia, ossia per la somministrazione diretta di un farmaco letale a un paziente che ne faccia richiesta e anche per tutti i casi di suicidio assistito che non soddisfano i criteri stabiliti dalla Corte. L’eutanasia non è legale in Italia, (lo è in Belgio, Olanda e Lussemburgo) e nel nostro paese essa è assimilabile all’omicidio volontario con le attenuanti (art. 575 c.p.). Nel caso si riesca a dimostrare il consenso del malato, le pene sono previste dall’art. 579 (omicidio del consenziente) e vanno comunque dai sei ai quindici anni. Anche il suicidio assistito, nei casi non previsti dalla sentenza, è considerato un reato, ai sensi dell’art. 580.
 
Altro punto da chiarire, riguarda il tema delle disposizioni anticipate di trattamento, ovvero la possibilità che ogni cittadino ha di esprimere la propria volontà nel merito delle terapie e dei trattamenti sanitari che intende o non intende ricevere nel caso in cui non sia più in grado di prendere decisioni per sé o non le possa esprimere chiaramente, per una sopravvenuta incapacità.
 
A dieci anni dalla morte di Eluana Englaro, vengono redatte le Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) o Testamento biologico. Si tratta di un testo che prevede il consenso informato e la facoltà per il paziente di interrompere in ogni momento le cure a cui è sottoposto, compresa la nutrizione e l'idratazione artificiale, anche se ciò non può comportare l'abbandono terapeutico: dunque, è sempre assicurata l'erogazione delle cure palliative. Il medico inoltre dovrà rispettare la volontà del paziente e in conseguenza di ciò viene esonerato da ogni responsabilità civile o penale. Il medico è tenuto al rispetto delle Dat, tranne se palesemente incongrue, o se non corrispondenti alla condizione clinica attuale del paziente e se sussistano terapie che non erano prevedibili all'atto della sottoscrizione. In caso di conflitto, la decisione è rimessa al giudice tutelare”.

13 Febbraio 2020

© Riproduzione riservata

Caldo, mini tregua solo al Nord. Anche domenica 9 agosto 19 città da bollino rosso
Caldo, mini tregua solo al Nord. Anche domenica 9 agosto 19 città da bollino rosso

La quarta ondata di calore continua a interessare gran parte dell'Italia. Il nuovo bollettino del Ministero della Salute conferma infatti che anche domenica 9 agosto saranno 19 le città contrassegnate...

Caldo, segnali di lenta ritirata dell’ondata: il 7 agosto restano 26 città da bollino rosso, l’8 scendono a 19
Caldo, segnali di lenta ritirata dell’ondata: il 7 agosto restano 26 città da bollino rosso, l’8 scendono a 19

Dopo la giornata di oggi, dove tutte le 27 città monitorate dal Ministero della Salute sono contrassegnate dal livello massimo di allerta, il nuovo bollettino sulle ondate di calore segnala...

Consip, al via la prima gara dedicata alla salute della mammella: accordo quadro da 48 milioni per tecnologie e Breast Unit
Consip, al via la prima gara dedicata alla salute della mammella: accordo quadro da 48 milioni per tecnologie e Breast Unit

Consip ha pubblicato la sua prima gara dedicata alla Breast Health con l'obiettivo di rafforzare la prevenzione, la diagnosi precoce e la presa in carico delle pazienti con tumore della...

AI Act, in vigore gli obblighi di trasparenza: cosa cambia per sanità e servizi rivolti ai cittadini
AI Act, in vigore gli obblighi di trasparenza: cosa cambia per sanità e servizi rivolti ai cittadini

Dal 2 agosto 2026 sono applicabili gli obblighi di trasparenza stabiliti dall’articolo 50 dell’AI Act, il regolamento europeo che disciplina lo sviluppo, l’immissione sul mercato e l’utilizzo dei sistemi di...