Coronavirus. Cittadini (Aiop): “La Sanità privata ha contribuito a salvare migliaia di vite”

Coronavirus. Cittadini (Aiop): “La Sanità privata ha contribuito a salvare migliaia di vite”

Coronavirus. Cittadini (Aiop): “La Sanità privata ha contribuito a salvare migliaia di vite”
La componente privata del Ssr, “davanti ad un Virus che ancora oggi per noi è sconosciuto, sin dall’inizio dell’epidemia che ha investito il nostro Paese, ha svolto un'azione in piena sinergia con la parte pubblica del SSN e il risultato della integrazione tra le due anime della Sanità italiana è stata piena e totale e ha prodotto effetti che abbiamo visto tutti”, dichiara Cittadini

“La componente di Diritto privato del Servizio Sanitario Nazionale, sin dall’inizio dell’epidemia che ha investito il nostro Paese, ha svolto un'azione in piena sinergia con la parte pubblica del SSN e il risultato della integrazione tra le due anime della Sanità italiana è stata piena e totale e ha prodotto effetti che abbiamo visto tutti, davanti ad un Virus che ancora oggi per noi è sconosciuto”. Lo dice Barbara Cittadini, Presidente Nazionale di Aiop, l’Associazione italiana ospedalità privata che rappresenta gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e le case di cura private, accreditate e non.

“La nostra risposta come privati ai cittadini – aggiunge – ha consentito di salvare migliaia di vite, abbiamo registrato i complimenti dei vertici della Regione Lombardia, così come in Emilia-Romagna, Regione fortemente colpita come altre nel Nord Italia, sin da subito si è implementata la condivisione del problema, con una classe di professionisti della Sanità che hanno dimostrato grandissima attenzione e dedizione al lavoro”.

“L’intento con cui il nostro legislatore tanti anni fa ha immaginato il nostro Sistema sanitario di tipo Solidaristico, che conta sulla componente pubblica e sulla componente privata, ha avuto come risultato una straordinaria opportunità – spiega la presidente di Aiop -: tutte le Regioni hanno attuato programmi di integrazione coordinati dalle Regioni che si occupano delle programmazioni, con la distinzione degli ospedali in Covid e no Covid, consentendo così alla popolazione di avere dei punti di riferimento certi per quello che attiene la patologia Covid-19 e ospedali sicuri per le altre patologie indifferibili”.

“Sono state bloccate, come è noto – prosegue Cittadini -, le patologie non urgenti e differibili. Tutto questo è stato fatto nelle Regioni che non si sono trovate immediatamente in prima linea con l’ondata di contagi, ci sono state altre le regioni, per esempio come la Sicilia, che hanno avuto più tempo per organizzarsi”, conclude Cittadini.

30 Aprile 2020

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