Osteoporosi. Una patologia da prendere sul serio. Anche per i costi
“A causa dell’allungamento della vita lavorativa delle donne ed in virtù della recente riforma sul mercato del lavoro che posticipa l’uscita dal mondo del lavoro a 70 anni anche per le donne, siamo impegnati su più fronti proprio per contrastare l’impatto di patologie croniche come l’osteoporosi, che si sviluppa prima dell’uscita dal mondo del lavoro e diventerà sempre più diffusa per l’aumento dell’età media delle persone”, ha spiegato l’Onorevole Sabrina De Camillis, presidente dell’Intergruppo Parlamentare sulla Medicina di Genere. “L’impegno dell’Intergruppo, quindi, è quello di monitorare attentamente questa patologia per migliorare la sua prevenzione e il suo trattamento. Per questo indagini come quella presentata oggi dall’Osservatorio O.N.Da. sono fondamentali non solo per i cittadini, ma anche per le Istituzioni”.
A questo scopo attività di prevenzione, informazione e cura sono cruciali. “In particolare – ha commentato l’onorevole – riteniamo importante favorire una maggiore informazione, promuovere attività di screening per la diagnosi precoce di osteoporosi nelle donne più a rischio (per esempio in menopausa precoce), identificare le figure di riferimento nella gestione per ogni fase dell’osteoporosi, sensibilizzare il medico di famiglia sull’importanza di guidare la paziente nel percorso terapeutico, promuovere gli esami di prevenzione e controllo, garantire la rimborsabilità dei trattamenti osteoporotici per ogni fase di età e favorire una chiara comprensione dei reali benefici derivanti dal trattamento farmacologico come finalità contenitiva dell’osteoporosi”.
Anche per recuperare il quadro preoccupante che emerge dalla ricerca.“L’indagine qualitativa che abbiamo condotto conferma che l’osteoporosi è una malattia a largo impatto sociale, con diverse e comprovate conseguenze negative di matrice sanitaria, sociale ed economica, spesso sottovalutata e affrontata con grave ritardo”, ha dichiarato Francesca Merzagora, Presidente O.N.Da. “Il fatto che le donne denuncino apertamente la scarsa attenzione alla malattia da parte un po’ di tutte le figure coinvolte e la chiara percezione dell’assenza di una figura specialistica di riferimento, significa che dobbiamo iniziare a guardare avanti. Non si tratta solo di prescrivere le terapie ‘su misura’ in base alle caratteristiche specifiche di ogni donna e di utilizzare quelle migliori, ma anche che il vero problema di questa assenza medica ha conseguenze gravissime”.
Una preoccupazione che riguarda anche la sfera economica di tutto il paese. “L’impatto della malattia in una donna che ha subito la prima frattura – quasi sempre improvvisa e inaspettata – fa comprendere che i maggiori costi associati all’osteoporosi non sono legati ai farmaci, vecchi o nuovi, utilizzati per il suo trattamento, ma dai costi derivati dalle fratture e dalle loro conseguenze, quali ricoveri, pensioni ed invalidità. Si stima infatti che la spesa economica nella sola Unione Europea salirà a circa 76 miliardi nel 2050 contro i 31 miliardi del 2000”. Ecco perché per limitare questo impatto negativo, spiega l’esperta, diviene dunque fondamentale identificare un percorso diagnostico preciso e univoco. “Ma non solo, bisogna anche sensibilizzare la donna a perseguire con costanza un trattamento di prevenzione che avrà ricadute sensibilmente positive sul suo stato di salute futuro”. Anche e soprattutto, facendole capire che non è sola nella sua battaglia.
15 Maggio 2012
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Medici di famiglia. Ecco il testo della Riforma Schillaci. Arriva il doppio canale dipendenza-convenzione riformata, specializzazione universitaria e pediatra fino a 18 anni. Le novità

Faccio il medico di Medicina Generale e mi piace. Allora perché dico ai giovani di non farlo?

La Svizzera è vicina: qualche riflessione oltre alla comprensibile indignazione per le fatture che ci ha mandato

Liste d'attesa. Schillaci: “81% visite erogate nei tempi, trend invertito”. E sulla riforma della medicina generale, spiega: “Non aboliremo il rapporto fiduciario con i medici di famiglia”

Schillaci: “Gap spesa sanitaria con l’Europa è sceso”. E sui medici di famiglia: “Riforme per i cittadini non per interessi corporativi”

Medici di famiglia. Cambia la convenzione con nuovi obblighi organizzativi e dipendenza su base volontaria. Arriva la riforma Schillaci per far funzionare le Case della Comunità. Ecco la bozza

Meloni: “Sulla sanità rivendico l’azione del Governo. Su liste d’attesa tempi ancora troppo lunghi ma alle Regioni dico: facciamo squadra”

Medici di famiglia. Ecco il testo della Riforma Schillaci. Arriva il doppio canale dipendenza-convenzione riformata, specializzazione universitaria e pediatra fino a 18 anni. Le novità

Intramoenia. Cresce uso del Cup per le prenotazioni. Ma su alcune visite e ricoveri resta il nodo del divario con il regime istituzionale

Decreto Pnrr. Sì alla fiducia alla Camera. Precari stabilizzati, medici di famiglia fino a 72 anni, cantieri sbloccati e farmaci più veloci