Lanzarin rassicura i sindaci dell’Altopiano: “L’ospedale di Asiago non ha nulla da temere”

Lanzarin rassicura i sindaci dell’Altopiano: “L’ospedale di Asiago non ha nulla da temere”

Lanzarin rassicura i sindaci dell’Altopiano: “L’ospedale di Asiago non ha nulla da temere”
L’assessore ha incontrato ieri i sindaci e spiegato che “nessuno mette in discussione l’importanza dell’Ospedale di Asiago”. La presenza di “alcuni servizi momentaneamente in sofferenza” è legata, ha detto l'assessore, “alla carenza di personale. Su questo fronte stiamo facendo tutto ciò che la legge e i vincoli nazionali ci consentono”. Rassicurazioni anche sul punto nascite: “L’attività è sospesa per la carenza di personale, ma non chiude”.

“Il disinteresse o il depauperamento di un ospedale non fanno parte della cultura amministrativa della Regione Veneto e tanto meno della nostra programmazione. Vale a maggior ragione per l’ospedale di Asiago dove, superando mille difficoltà, abbiamo realizzato una struttura nuova con 30 milioni di investimento, e dove a breve si effettuerà il trasloco”. Lo ha detto l’Assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin, in relazione all’incontro tenutosi ieri sera con i Sindaci dell’Altopiano, preoccupati per il futuro del loro nosocomio. A fare il punto sulle parole dell’assessore è una nota della Regione, in cui spiega che all’appuntamento, programmato da tempo, era presente anche la direzione strategica dell’Ulss 7.

“Nessuno, non la Regione o la Direzione Generale dell’Ulss – ha aggiunto Lanzarin – mette in discussione l’importanza dell’Ospedale di Asiago, né oggi, né domani. Lo provano le schede ospedaliere regionali vigenti e l’atto aziendale dell’Ulss. Oggi sono salita in Altopiano per rassicurare i Sindaci : Asiago è e resta a pieno titolo uno dei 68 ospedali della rete pubblica del Veneto, con una sua funzione specifica, ampliata dall’importanza di essere una struttura sanitaria di montagna. Grossi investimenti sono stati fatti e altri ne faremo se necessario. Sono già state acquistate, ad esempio, le attrezzature per il nuovo ospedale”.

“L’ospedale di Asiago – ha tenuto a precisare l’esponente di Palazzo Balbi – ha alcuni servizi momentaneamente in sofferenza, come peraltro tutti gli altri ospedali della regione, a causa della carenza di personale (mancano 53 mila camici bianchi in Italia e 1.300 in Veneto), in particolare in alcune branche, e segnatamente in ginecologia e pediatria. Su questo fronte stiamo facendo tutto ciò che la legge e i vincoli nazionali ci consentono: spingiamo al massimo i concorsi di Azienda Zero, utilizziamo ovunque necessario l’ingaggio di medici a gettone e in libera professione, introduciamo al lavoro gli specializzandi, oggi possibile in tutta Italia grazie a una intuizione di alcuni mesi fa proprio della Regione Veneto, in collaborazione con le nostre Università. Anche Asiago, peraltro, ha scontato gli effetti del tornado determinato dall’emergenza Covid, ma ora la situazione è tornata alle condizioni precedenti in ambiti importanti come chirurgia e ortopedia”.

“Il punto nascite – ha aggiunto – non è in discussione, e ha già avuto la deroga ai parametri nazionali del DM 70. L’attività è sospesa, ma solo per la persistente carenza di personale alla quale stiamo dando risposte utilizzando tutti i canali disponibili. Confidiamo ad esempio nel prossimo concorso di Azienda Zero per l’assunzione di specialisti, per dare ad Asiago le figure professionali necessarie. Il punto nascite non chiude, così come non chiude nessuno di quelli del Veneto, a maggior ragione in un’area di montagna”.

“Conosciamo la situazione a 360 gradi – ha concluso l’Assessore regionale – e la seguiamo da vicino in piena sinergia con la direzione generale dell’Ulss. La sanità asiaghese non ha nulla da temere”.

09 Settembre 2020

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