Decreto Agosto. Boldrini (Pd): “Potenziati distretti sanitari, verso medicina territoriale”

Decreto Agosto. Boldrini (Pd): “Potenziati distretti sanitari, verso medicina territoriale”

Decreto Agosto. Boldrini (Pd): “Potenziati distretti sanitari, verso medicina territoriale”
"I servizi sanitari che la Asl dovrà rendere ai cittadini da ora in poi saranno stabiliti sulla base dei reali fabbisogni di salute del territorio. Il programma dei servizi sarà proposto, sulla base delle risorse a disposizione, dai sindaci dei comuni che ricadono nel distretto, o dai presidenti dei municipi che ne fanno parte se si tratta di grandi città, e non più solo dal direttore del distretto stesso". Così la prima firmataria dell'emendamento confluito nell'articolo 31-quater del maxiemendamento approvato ieri dal Senato.

I distretti sanitari, in cui si articola il lavoro delle Aziende sanitarie locali, saranno potenziati sulla base dei bisogni di salute dei cittadini, segnalati dai sindaci o dai presidenti dei municipi al direttore del distretto. E' quanto dispone l'articolo 31-quater del maxiemendamento al Decreto Agosto approvato ieri dal Senato.
 
La prima firmataria dell'emendamento, Paola Boldrini (PD), vicepresidente della Commissione Sanità, sottolinea: "Si tratta di una disposizione fondamentale per rafforzare la medicina territoriale o per costruire il sistema, laddove ancora non funziona, che con il Covid abbiamo compreso essere fondamentale per reagire tempestivamente in caso di emergenza, e non solo. La medicina di prossimità è il futuro della sanità".
 
"La nuova disposizione – prosegue Paola Boldrini – incide su due questioni fondamentali. La prima: i servizi sanitari che la Asl dovrà rendere ai cittadini da ora in poi saranno stabiliti sulla base dei reali fabbisogni di salute del territorio e quindi dei dati forniti dalla Regione. La seconda: il programma dei servizi sarà proposto, sulla base delle risorse a disposizione, dai sindaci dei comuni che ricadono nel distretto, o dai presidenti dei municipi che ne fanno parte se si tratta di grandi città, e non più solo dal direttore del distretto stesso. Si tratta di una riforma fondamentale. Il sindaco di un comune o il presidente del municipio sa quali sono le criticità del territorio e della comunità che amministra e potrà dunque incidere sui servizi sanitari offerti da Sistema nazionale attraverso le Asl, articolate in distretti. In questo modo si potrà costruire un sistema in grado di rispondere alle diverse esigenze e, per esempio, prevedere interventi diversi in base all'età della popolazione, alla situazione socio-economica, alla possibile presenza di particolari condizioni ambientali, fonti di inquinamento o rischi".

07 Ottobre 2020

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