Intramoenia. Niguarda: “Modello Balduzzi già realtà in nostro ospedale”

Intramoenia. Niguarda: “Modello Balduzzi già realtà in nostro ospedale”

Intramoenia. Niguarda: “Modello Balduzzi già realtà in nostro ospedale”
Il modello organizzativo adottato già dal 2007 e l’informatizzazione consente alla direzione di esercitare un forte controllo sull’attività, garantendo ai pazienti che sia svolta solo con modalità, tariffe, luoghi e orari autorizzati. Come spiega il responsabile Area Privata del Niguarda, Matteo Stocco.

“Il nuovo modello proposto dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, è corretto e funziona. Possiamo affermarlo perché quello stesso modello è già realtà all’ospedale pubblico Niguarda Ca’ Granda”. A segnalarlo al nostro giornale è Matteo Stocco, responsabile Area Privata della struttura milanese, commentando la riforma dell’intramoenia concordata nei giorni scorsi da Balduzzi con i capigruppo della maggioranza parlamentare, dopo circa due mesi di confronto.

“In rete” è la parola chiave della proposta di Balduzzi ma, spiega Stocco, “lo è anche del servizio Area Privata de Niguarda, che dal 2007, dopo l’emanazione della Dgr 5162/07 della Regione Lombardia e della L. 120/07, offre la possibilità di effettuare prestazioni sanitarie a pagamento con la garanzia di qualità propria di un grande ospedale pubblico come il Niguarda Ca’ Granda”,

Nel 2011 l’Area Privata del Niguarda ha seguito circa 60.000 pratiche per l’attività ambulatoriale e 1.400 agende dei professionisti per le attività svolte all’interno della struttura ospedaliera e negli studi autorizzati o cliniche private.

“I pazienti – spiega il responsabile dell’attività – possono optare tra due tipi di servizi: la libera professione, che permette la scelta del medico con cui effettuare le prestazioni, e la solvenza, che permette di prenotare i servizi richiesti con maggiore disponibilità di scelta oraria. In questo caso non è prevista la scelta di un medico in particolare, ma viene garantita la professionalità degli operatori del Niguarda”.

Le prenotazioni possono essere effettuate attraverso diversi canali dedicati, via mail, call center telefonico o agli sportelli. Per i beneficiari di polizze assicurative o mutualistiche con cui l’Ospedale ha attivato convenzioni vi sono anche tariffe agevolate.

Il tutto rigorosamente “in rete”. “I vantaggi offerti dall’Area Privata – spiega Stocco – non riguardano solo i pazienti ma anche i professionisti che vi operano. Comodamente on line, infatti, possono prenotare nelle proprie agende, stampare le fatture o spostare gli appuntamenti, compilare il referto direttamente nel portale clinico aziendale alimentando la storia del paziente e rendendo il referto disponibile sul Siss. Il tutto, ovviamente, con la massima garanzia di sicurezza grazie a sistemi di autenticazione  via token o Sms”.

Il modello organizzativo consente inoltre all’ospedale di esercitare “un forte controllo sull’attività, garantendo ai pazienti che questa venga svolta solo con tariffe, luoghi e orari autorizzati, ed emettendo direttamente le fatture”. Un sistema che quindi ha permesso anche il governo dell’intramoenia allargata, con importanti vantaggi per il servizio e per l’azienda, compresa, spiega il responsabile Area Privata, “l’eliminazione dei bollettari e fatturazione esclusivamente elettronica; l’applicazione di tariffe concordate e autorizzate dall’Ospedale esposte con appositi cartelli informativi fuori dagli studi privati; lo svolgimento dell’attività solo su agenda negli orari e nei giorni stabiliti. L’informatizzazione di tutta l’attività ha consentito sia di standardizzare la programmazione sia di automatizzare i flussi contabili al fine di garantire le ripartizioni sui singoli conti economici e snellire il calcolo delle quote dei medici”.

Ben venga, dunque, per Stocco, la proposta di Balduzzi, già testata con successo al Niguarda e ora da diffondere in tutte le Regioni.

28 Maggio 2012

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