Cardarelli. Trapianto di fegato d’urgenza salva la vita a un paziente

Cardarelli. Trapianto di fegato d’urgenza salva la vita a un paziente

Cardarelli. Trapianto di fegato d’urgenza salva la vita a un paziente
“Il Cardarelli si è allineato alle direttive regionali per il contenimento del virus. Stiamo facendo uno sforzo enorme, ma questo non significa che arretriamo sull’attività di emergenza urgenza. Il messaggio che deve passare è anche di fiducia nei confronti di un’azienda ospedaliera che ha adottato tutte le precauzioni possibili e che non ha intenzione di tagliare servizi essenziali”, ha sottolineato il dg dell’ospedale

È stato sottoposto a un trapianto di fegato salvavita, in 24 ore. Nell’Ospedale Cardarelli di Napoli, un uomo di 45 anni è stato sottoposto all’intervento di urgenza, dopo la segnalazione della disponibilità di un fegato dal Ruggi D’Aragona di Salerno.

Un intervento avvenuto alle 4 del mattino, dopo che una equipe del Cardarelli, due Medici e un Infermiere, si sono recati a Salerno. Per salvare la vita dell’uomo, al tavolo operatorio si sono alternati 5 Chirurghi, 3 Anestesisti, 5 Infermieri e un Epatologo. L’intervento rientra nella rete tempo dipendente, è legato cioè all’emergenza e all’urgenza, per la quale non è previsto alcuno stop, che, invece, riguarda gli interventi programmati.

La disponibilità dell’organo, come spiega Giovanni Vennarecci, direttore del Reparto Chirurgia Epatobiliare e Trapianto di Fegato del Cardarelli, “è arrivata nella notte tra lunedì e martedì”. “Senza perdere tempo – racconta – ci siamo messi in moto perché di lì a poco avremmo potuto valorizzare quella donazione restituendo ben più di una speranza al nostro paziente”.

A muoversi dal Cardarelli è stato un team composto da due Chirurghi e un Infermiere, un viaggio di andata e ritorno completato nel giro di qualche ora per accelerare i tempi d’intervento, avvenuto poi alle 4 del mattino.

“Viviamo un momento molto complicato – evidenzia il direttore del Dipartimento Trapianti e dell’Unità Operativa Complessa Terapia Intensiva Fegato (Utif) Ciro Esposito – ma è anche giusto che i pazienti sappiano che il Cardarelli non ha smesso di portare avanti la proprio mission. Grazie ai protocolli messi a punto dalla direzione strategica riusciamo a garantire percorsi sicuri e quindi degenze sicure”.

Per quanto riguarda i trapianti, i primi controlli sono quelli che vengono fatti sui donatori. L’organo, come previsto dalle linee guida, viene prelevato da un donatore solo se negativo al Covid-19. “Siamo ovviamente attenti – dice il direttore sanitario Giuseppe Russo – al monitoraggio del ricevente, che viene sottoposto a più livelli di verifica attraverso test rapidi, tamponi e persino tac al torace. Non possiamo permettere che il paziente venga in contatto con il Covid, altrimenti la sua stessa vita sarebbe a rischio”.

Accertare che donatore e ricevente siano negativi al contagio non basta, per questo la Direzione strategica ha implementato le misure di controllo di tutto l'ambiente circostante, a partire dalle equipe di Medici.

Questo ha significato creare una “bolla” attorno all’intero Dipartimento Trapianti del Cardarelli. Tutti gli operatori sanitari, fanno sapere dalla Direzione dell’ospedale, sono sottoposti con regolarità a test rapidi e, se necessario, a tamponi molecolari. Un cordone di sicurezza esteso persino alle donne e agli uomini delle pulizie, per evitare che un dipendente asintomatico possa inconsapevolmente introdurre il virus. Attraverso questi protocolli l’attività di trapianto del Cardarelli prosegue nonostante l'attuale escalation dei contagi.

“Il Cardarelli si è allineato alle direttive regionali per il contenimento del virus – sottolinea il direttore generale Giuseppe Longo -. Stiamo facendo uno sforzo enorme, ma questo non significa che arretriamo sull’attività di emergenza urgenza”.

“Il Cardarelli riveste un ruolo centrale in ambito regionale anche per le reti tempo dipendenti e non abbiamo nessuna intenzione di ridurre o compromettere quest’attività – conclude -. Sarà determinante riuscire a ridurre la circolazione del virus, ma il messaggio che deve passare è anche di fiducia nei confronti di un’azienda ospedaliera che ha adottato tutte le precauzioni possibili e che non ha intenzione di tagliare servizi essenziali”.

29 Ottobre 2020

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