Parte il progetto Reumacenter, supporto psicologico ai pazienti con malattie reumatiche

Parte il progetto Reumacenter, supporto psicologico ai pazienti con malattie reumatiche

Parte il progetto Reumacenter, supporto psicologico ai pazienti con malattie reumatiche
Le attività saranno realizzate al San Giovanni Bosco, al Presidio Sanitario Intermedio Napoli Est e nel nuovo Centro di medicina, psicologia e psicoterapia sistemica di Napoli. Il percorso psicologico clinico permetterà ai pazienti affetti da artrite reumatoide, artrite psoriasica, spondilite anchilosante e sindrome fibromialgica di migliorare la loro qualità di vita. Finanziato dalla regione Campania è realizzato dall’Asl Napoli 1 Centro

Dopo i rallentamenti dovuti al Covid-19, finalmente entra nel vivo Reumacenter, il progetto ideato da Giuseppina Errico, psicologa Direttrice dell’Associazione Genitori per Sempre, finanziato dalla Regione Campania, in collaborazione con l’Asl Napoli 1 Centro.

Il progetto affianca l’attività del reumatologo con attività di supporto psicologico per il trattamento dei pazienti affetti da malattie reumatiche, in particolar modo dalla Sindrome Fibromialgica. Ma permetterà anche ai pazienti affetti da artrite reumatoide, artrite psoriasica, spondilite anchilosante di migliorare la loro qualità di vita. Prevede infatti un percorso di cura integrato di tipo clinico, farmacologico e psicologico per il malato reumatico.

Le attività saranno realizzate in forma gratuita per 150 pazienti all’Ospedale San Giovanni Bosco, il Presidio Sanitario Intermedio Napoli Est e presso il nuovo Centro di Medicina, Psicologia e Psicoterapia Sistemica di Napoli diretto da Errico. In questa ultima sede si svolgeranno tutti i laboratori previsti dal progetto: training autogeno, medicina narrativa, musicoterapia, teatroterapia, ortoterapia e gruppi di incontro self-help.

Al San Giovanni Bosco tutor del progetto è Enrico Tirri, Direttore dell’Uosd di Reumatologia, docente nella Scuola di Specializzazione di Reumatologia dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e Consigliere Nazionale della Società Italiana di Reumatologia (Sir), al Presidio Sanitario Intermedio Napoli Est Tito d’Errico, Responsabile dell’Ambulatorio e D.H. di Reumatologia.

Le attività si svolgono in collaborazione con l’A.Ma.Re.C Onlus – Associazione malattie reumatiche croniche e il progetto ha ottenuto la Manifestazione di interesse dall’Ordine degli Psicologi della Regione Campania.

Le malattie reumatiche sono invalidanti e se non trattate precocemente rappresentano una delle principali cause di perdita della capacità lavorativa, colpendo una popolazione ancora giovane; inoltre, si associano ad elevata incidenza di depressione per la presenza di dolore, di limitazione fisica e di disturbi dell’umore, che amplificano la percezione di malessere con ripercussioni sugli aspetti lavorativi e relazionali del paziente: “Nonostante le terapie farmacologiche in reumatologia abbiano negli ultimi anni compiuto notevoli progressi, e mi riferisco prevalentemente ai farmaci biotecnologici e agli inibitori delle JAK, il supporto psicologico dei pazienti affetti da artriti croniche e da Sindrome Fibromialgica resta importante – afferma Enrico Tirri – secondo il Ministero della Salute, le patologie reumatiche sono ai primi posti tra le condizioni cliniche croniche più diffuse nella popolazione italiana.

Non vi sono dati aggiornati sulla prevalenza delle malattie reumatiche in Campania ma l’analisi del numero delle esenzioni attive per esse evidenzia che circa lo 0.5% della popolazione ne risulta affetto con un incremento significativo in funzione dell’età. La severità dell’impatto sulla popolazione – prosegue – è fortemente supportata anche dall’evidenza che molti dei pazienti colpiti da queste patologie è costretto ad abbandonare la propria attività lavorativa. Sebbene già tali dati restituiscano una dimensione importante della problematica nella popolazione generale, è estremamente probabile che la reale dimensione del problema, verosimilmente sottostimata, sia ancora più rilevante ed in progressivo aumento”.

Anche il Ministero della Salute in un comunicato del 2015 sottolineava il ruolo dello psicologo che “può svolgere una funzione rilevante e di “cerniera” tra le varie professioni”. “Eppure – afferma la Giuseppina Errico –  il Ssn non prevede una presa in carico a 360 gradi per questi pazienti; per cui si tende a curarli solo con terapie farmacologiche e riabilitative. Questo percorso si rivela incompleto perché mancante dell’approccio psicologico, fondamentale per il recupero del benessere del paziente”.

“L’armamentario terapeutico in Reumatologia già potenziato dalle attuali terapie biotecnologiche si completa con la terapia psicologica – conclude d’Errico –  in un innovativo progetto di cura che pone il paziente al centro. Tale iniziativa oltre a costituire un traguardo terapeutico rilevante per i nostri pazienti, avrà una indubbia ricaduta sulla riduzione dei costi diretti ed indiretti per il Ssn; inoltre si potranno ridurre gli accessi alle strutture sanitarie in un momento così difficile e delicato dovuto all’attuale pandemia. Siamo certi che la progettualità posta in essere, migliorando la qualità di vita del malato reumatico, possa rappresentare un modello terapeutico strutturato nell’esclusivo interesse dei nostri pazienti”.

27 Maggio 2022

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