A Palermo, cuore artificiale per chi è in attesa di trapianto

A Palermo, cuore artificiale per chi è in attesa di trapianto

A Palermo, cuore artificiale per chi è in attesa di trapianto
L’Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione di Palermo si candida a diventare un centro leader in Italia e nel Mediterraneo nell’impianto di sistemi di assistenza cardiaca ventricolare di ultima generazione.
Già 5 i dispositivi impiantati.

Mai più viaggi della speranza per i malati di cuore in attesa di trapianto. Sembra questo l’obiettivo che l’Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione (ISMETT) si è posto dando avvio al progetto “cuori artificiali”, un programma che punta a fare della struttura palermitana un centro leader in Italia e nel Mediterraneo nell’impianto di sistemi di assistenza cardiaca ventricolare di ultima generazione (VAD).Si tratta di dispositivi costituiti da pompe centrifughe miniaturizzate, concepiti soprattutto per la necessità di far fronte al grosso numero di pazienti in lista di attesa per trapianto che non possono attendere ulteriormente a causa del peggioramento della malattia. I VAD di ultima generazione, grazie alle dimensioni ridotte, consentono una più rapida mobilizzazione del paziente e una precoce dimissione dopo poche settimane di ricovero e il paziente, adeguatamente istruito, è in grado di gestire domiciliarmente la propria macchina.
A oggi sono 5 i VAD impiantati da Bob Kormos, direttore del programma di cardiochirurgia dell’University of Pittsburgh Medical Center, con cui l’istituto siciliano ha istituito una proficua collaborazione, e da Michele Pilato, responsabile del programma di cardiochirurgia e trapianto di cuore dell’Istituto Mediterraneo.“I pazienti– sostiene Pilato – stanno avendo tutti un buon decorso post operatorio. Di questi, uno è già stato dimesso, altri due lasceranno l’ISMETT nei prossimi giorni e gli ultimi due sono stati sottoposti a questo tipo di intervento recentemente e ancora necessitano di riabilitazione”.
Il programma fa parte del piano che mira a razionalizzare e potenziare i progetti di cardiochirurgia in Sicilia e si affianca al programma di trapianto di cuore, avviato nel 2004. “Innovazione e ricerca sono i punti cardine per lo sviluppo di questa terra”, ha affermato l’assessore alla Sanità Massimo Russo. “È per questo che ci siamo imposti un altro importante traguardo: la creazione di un grande centro della cardiochirurgia siciliana che si estenda a tutto il bacino del Mediterraneo. Non possiamo più essere al traino degli altri, dobbiamo diventare protagonisti. E se fino a qualche tempo fa – conclude Russo – i siciliani erano costretti a fare le valigie e scappare, oggi assistiamo a un’inversione di marcia. Nei prossimi giorni – ha aggiunto Russo – annunceremo la conclusione del progetto che prevede l’unificazione delle cardiochirurgie palermitane: ISMETT, Policlinico e Civico e che avranno sede proprio qui presso l’Istituto Mediterraneo. La proposta è volta ad avviare una sempre più stretta collaborazione fra gli ospedali, cooperazione che riguarderà anche Catania e poi più in là Messina. Vogliamo che si lavori insieme per far squadra”, ha concluso l’assessore.Intanto, il primo paziente che ha subito l’impianto di un Vad è rientrato a casa pochi giorni prima di Natale: “Fino a qualche mese fa – ha dichiarato – io ero uno di quelli costretti ad andare fuori Sicilia per curarmi, le mie condizioni erano gravissime”. Era affetto infatti da uno scompenso cardiaco terminale che lo costringeva a passare cinque giorni su sette ricoverato in ospedale, non era in grado più di camminare, respirare, fare nessuno sforzo.
“Fino a un paio di mesi fa non pensavo di poter sopravvivere fino a Natale”, ha aggiunto. “Oggi sono in grado di camminare, uscire, posso respirare autonomamente, mi sento bene. Grazie a ISMETT – ha concluso – sono rinato. Sono un neonato di 45 giorni”. 

03 Gennaio 2011

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