Aborto. Associazione Luca Coscioni scrive a Colao: “Servono dati aperti sulla legge 194”

Aborto. Associazione Luca Coscioni scrive a Colao: “Servono dati aperti sulla legge 194”

Aborto. Associazione Luca Coscioni scrive a Colao: “Servono dati aperti sulla legge 194”
L’Associazione invita, inoltre, le istituzioni competenti a partecipare a un tavolo per discutere dell’apertura dei dati e per capire quali sono gli ostacoli che impediscono di rispondere a questa richiesta. “Dopo la sentenza Usa è cruciale vigilare su questo diritto in Italia”

“Occorre un suo intervento in merito alla richiesta di pubblicare i dati sulla legge 194 in formato aperto secondo il principio dell’Open Data by Default”.

È quanto chiede l’Associazione Luca Coscioni in una lettera inviata al ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao.

Una richiesta che l’Associazione, dallo scorso settembre, ha rivolto al Ministero della Salute, in quanto è “l’unico modo per sapere se la legge sulla interruzione volontaria della gravidanza è ben applicata”.  Ma da allora, nessuna risposta è arrivata, neanche dopo il sollecito rivolto allo stesso Ministro Speranza e alla Ministra Cartabia lo scorso 17 maggio.

La richiesta dell’Associazione è quella di pubblicare i dati sull’applicazione della legge 194, così come indicato dalle Linee guida nazionali per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico e dal Codice di Amministrazione Digitale, in formato aperto, di qualità, aggiornati trimestralmente o in tempo reale e che riguardino le singole strutture.

“In questi anni, le Relazioni ministeriali di attuazione sono state pubblicate sempre in formato chiuso e con dati aggregati. In questo modo non è possibile sapere che cosa succede nelle singole strutture, se la legge 194 è davvero ben applicata ed eventualmente proporre rimedi alle criticità. Inoltre l’ultima Relazione, pubblicata lo scorso 13 giugno, si riferisce ai dati definitivi del 2020. Pensiamo che, in seguito alla decisione delle Corte suprema su Roe vs Wade, sia ancora più importante vigilare sulla corretta applicazione della legge 194. E la prima condizione per una corretta applicazione è l’accesso alla conoscenza”, si legge nella lettera a firma di Filomena Gallo, avvocato e le ginecologa Mirella Parachini e Anna Pompili, rispettivamente Segretario, Vice Segretario e consigliera dell’Associazione Luca Coscioni, insieme a Chiara Lalli e Sonia Montegiove, giornaliste e coautrici dell’indagine “Mai dati”.

“Chiediamo inoltre alle Istituzioni competenti di nominare un referente e di partecipare a un tavolo per l’apertura dei dati o discutere degli eventuali ostacoli, per capire cioè quali sono le ragioni per non aprire i dati sulla 194”, aggiungono le promotrici dell’iniziativa.

 

29 Giugno 2022

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