Alimentazione. Schillaci: “È  un determinante di salute”. Oggi le cattive abitudini costano a ogni italiano 289 euro all’anno

Alimentazione. Schillaci: “È un determinante di salute”. Oggi le cattive abitudini costano a ogni italiano 289 euro all’anno

Alimentazione. Schillaci: “È  un determinante di salute”. Oggi le cattive abitudini costano a ogni italiano 289 euro all’anno
Presentato ieri al ministero della Salute il rapporto 'Malattie, cibo e salute' della Fondazione Aletheia. Evidenziato come dieta e modelli nutrizionali errati incidano sull‘insorgenza di malattie. Il sovrappeso legato a stili nutrizionali errati rappresenta il 9% della spesa sanitaria nazionale e ad ogni italiano costa un'extra "tassa" annuale di 289 euro. Schillaci: “Dobbiamo investire in prevenzione, economicamente ma anche e soprattutto culturalmente”.

“Per garantire più salute, non solo in Italia, bisogna investire sulla prevenzione, sia economicamente ma anche e soprattutto culturalmente. Voglio aumentare la quota del Fondo sanitario nazionale dedicata alla prevenzione e ferma attualmente al 5%. Nessun sistema sanitario universalistico come il nostro alla lunga potrà essere sostenibile se non riduciamo il numero di persone affette da malattie che possono essere prevenute”. A dirlo il ministro della salute, Orazio Schillaci, intervenendo ieri all’evento `Malattie, cibo e salute´ promosso dalla Fondazione Aletheia.

“L’alimentazione – ha osservato il ministro – è un determinante di salute. Noi abbiamo una tradizione alimentare riconosciuta a livello mondiale, nota con il brand di dieta mediterranea, che io definisco italiana. I benefici del nostro modello alimentare nel contribuire a prevenire diverse patologie cronico degenerative sono indiscusse. A dimostrarlo è la letteratura scientifica. C’è un legame innegabile tra la salute e la corretta alimentazione”.

La dieta mediterranea, ha spiegato il ministro, “contribuisce a ridurre la mortalità totale, previene lo sviluppo di malattie cardio-vascolari, del diabete di tipo 2, dell’obesità e del sovrappeso, di diverse patologie neoplastiche, riduce i rischi di demenza senile”. L’obiettivo, ha precisato Schillaci, “non è solo far vivere più a lungo i cittadini, ma farli vivere in salute”.

Una sfida difficile, se si considerano i dati presentati dalla Fondazione. Nel 2023, secondo i dati presentati, il 46,4% della popolazione con più di 18 anni era in eccesso di peso. Negli ultimi 20 anni la quota di cittadini in sovrappeso è cresciuta del 7,1% e del 36,4% quella delle persone obese.

Diete e modelli nutrizionali errati costano a ogni italiano circa 300 euro in più all’anno e incidono sulla probabilità di insorgenza di malattie determinando un duplice rischio: in termini di impatto sulla salute e, più in generale, incrementando i costi economico- sociali, determinando una contrazione annua del pil europeo del 3,3%. L’incremento del sovrappeso legato a stili nutrizionali errati rappresenta, infatti, il 9% della spesa sanitaria nazionale e ad ogni italiano costa un’extra “tassa” annuale di 289 euro. La Fondazione evidenzia come una riduzione del 20% delle calorie assunte da alimenti ad alto contenuto di zucchero, sale e grassi saturi potrebbe prevenire in Italia 688mila malattie croniche entro il 2050 e far risparmiare 278 milioni di euro l’anno di spesa sanitaria: circa 7 miliardi nei prossimi 25 anni.

11 Luglio 2024

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