Architetture ospedaliere. Cultura e Sanità insieme come risorsa di ‘ben-essere’

Architetture ospedaliere. Cultura e Sanità insieme come risorsa di ‘ben-essere’

Architetture ospedaliere. Cultura e Sanità insieme come risorsa di ‘ben-essere’
All’Archivio di Stato di Napoli in mostra fino al 18 ottobre le immagini storiche dei più prestigiosi ospedali. A Torino il Sant’Anna offre ai nuovi nati il passaporto culturale e a Milano il Gaetano Pini fa dipingere i muri delle vie circostanti per creare una continuità fra l’ospedale e la città. Visite guidate al Niguarda di Milano.

Le strutture ospedaliere da sempre hanno rappresentato un esempio di cultura e arte, creando un filo logico tra il benessere indotto dall’arte e quello prodotto dalla Sanità. Ne sono una conferma due iniziative di Torino e Milano. L’ospedale Sant’Anna di Torino ha dato il via al passaporto culturale per tutti i neonati, mentre l’ospedale ortopedico Gaetano Pini di Milano, ha creato un file rouge tra i suoi padiglioni e le strade circostanti per dare vita a un murales che sancisca la continuità fra la comunità cittadina e l’ospedale. Ma per chi vuole approfondire gli aspetti artisti delle strutture ospedaliere, fino al 18 ottobre l’Archivio di Stato di Napoli ospita la mostra "Architetture ospedaliere, patrimoni da valorizzare". L’esposizione raccoglie il meglio dell’architettura sanitaria, quaranta immagini di strutture come l’ospedale Maggiore di Sant’Andrea a Vercelli, l’ospedale Maggiore di San Giovanni di Torino, l’ospedale Maggiore Ca’ Granda di Milano, l’Hotel-Dieu di Bourg de Bresse, l’Hotel-Dieu di Lione e di Parigi, l’ospedale Maggiore degli Infermi di Biella e l’ospedale Maggiore della Carità di Novara. Fotografie che svelano un ricco patrimonio artistico e dei saperi, dal Medioevo all’Ottocento inoltrato, che rischia di rimanere nascosto.

Passaporto della cultura. L’arte come risorsa di 'ben-essere' fin dai primi passi; sanità e cultura insieme per far crescere il benessere delle persone, cominciando da bambini. E’ quanto accade all’ospedale Sant’Anna di Torino, dove nascono ogni anno 8.000 nuovi nati, da oggi nati con la cultura. Grazie alla “Fondazione medicina a misura di donna”, infatti, da oggi andranno a casa con il passaporto culturale, che darà diritto al neonato ed alla sua famiglia di visitare gratuitamente per un anno Palazzo Madama, simbolo della città di Torino e patrimonio Unesco. La cultura entra così a far parte delle raccomandazioni per una buona crescita. Palazzo Madama darà ai familiari dei nuovi nati la possibilità di scegliere un’opera o un ambiente del palazzo per scattare una foto con il bambino, come ricordo della sua prima esperienza culturale in museo. Il museo diventa così una risorsa attraverso cui ricercare il proprio benessere fin dai primi passi, luogo di cittadinanza attiva e di accoglienza parentale.

Nati con la Cultura parte da Torino per diventare un modello adottabile nel mondo, come forma profonda di appropriazione del patrimonio: un’azione di rete per lavorare sulla Cultura come efficace strumento per un nuovo welfare, come indicano i risultati della ricerca scientifica e le politiche comunitarie dell’Unione Europea. Il 13 settembre scorso, le Fondazioni Torino Musei e Medicina a Misura di Donna hanno presentato il progetto del “passaporto” al presidente dell’Associazione che raggruppa i centri Unesco, George Christophisdes, il quale ha dichiarato la volontà di 2diffondere i progetti eccellenti" della Fondazione Medicina a Misura di Donna, auspicando che almeno un ospedale e un museo in ogni città, dove sorge un centro Unesco, possano adottare il Passaporto Culturale. I sindaci di Lecce e Siena, candidate a Capitale della Cultura 2019, il 23 settembre hanno dichiarato l’avvio del progetto nelle loro città. Numerosi musei hanno avviato i lavori per adottare Nati con la Cultura, tra i quali il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli.

Murales della medicina. Milano ha adottato invece un altro sistema per avvicinare sanità e cultura. Tre grandi firme della Street art hanno dato vita a un esempio di arte urbana ideato dall’Ufficio comunicazione dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini e sostenuto dalla Fondazione Cariplo, dipingendo i muri che partono dall’Istituto ortopedico e che racchiudono la piazza Cardinal Ferrari, coinvolgendo anche il muro del Convento della Visitazione e dell’Archivio Diocesano. La zona, centralissima, a pochi passi dal Duomo e dall’Università Statale,è ora invasa da colori che ci faranno dimenticare il grigio neutro e le fastidiose tag che oggi ricoprono i suoi muri. Firmano questa trasformazione tre dei più rinomati urban artists milanesi, Ivan Tresoldi, Pao (Paolo Bordino) e Orticanoodles (Walter Contipelli e Alessandra Montanari), chiamati dall’Ospedale Gaetano Pini per reinventare l’estetica di questo angolo di Milano.Il progetto fa parte delle iniziative per celebrare la ricorrenza del 140° anniversario dell’Azienda Ospedaliera Gaetano Pini; come ricorda il direttore dell’Ospedale, Amedeo Tropiano: “In occasione di questo anniversario l’Istituto ha voluto avvicinare l’Ospedale al Territorio circostante creando una sorta di ponte tra gli spazi interni ed esterni di propria pertinenza e gli spazi della piazza Cardinal Ferrari migliorandone l’aspetto”.

Visite d’arte a Niguarda. Ha soltanto 75 anni, l’ospedale di Niguarda Ca’ Granda di Milano e si differenzia dal suo quasi omonimo “Maggiore Ca’ Granda” che è il Policlinico, per la tipica struttura novecentesca, che ricorda molto l’EUR di Roma. Trasformato in Città della salute,tutelato dalle Belle Arti, oggi completamente rinnovato, può essere visitato e ammirato da chi vuole farsi un’idea dell’arte moderna in era fascista (opere scultoree, vetrate colorate, una chiesa con vetri dipinti e bassorilievi). Ci sono tour organizzati dal lunedì al venerdì, prenotabili al numero 02.64445392/5326 oppure scrivendo a [email protected] e su www.ospedaleniguarda.it clicca su NAG, Niguarda art gallery.

Edoardo Stucchi 

Edoardo Stucchi

01 Ottobre 2014

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