Tumore del colon-retto. Il 60% dei pazienti vince la malattia grazie ai test e a terapie su misura

Tumore del colon-retto. Il 60% dei pazienti vince la malattia grazie ai test e a terapie su misura

Tumore del colon-retto. Il 60% dei pazienti vince la malattia grazie ai test e a terapie su misura
Presentata a Milano una guida per affrontare la malattia realizzata dalla fondazione Insieme contro il Cancro in collaborazione con Aiom ed Europa Colon e con il sostegno di Amgen. Sei pazienti su dieci sconfiggono la malattia grazie al test molecolare e a terapie personalizzate.

Quella del colon-retto è la forma di cancro più diffusa in Italia, in crescita crscita: nel 2013 sono state colpite 55mila persone, 3mila in più rispetto al 2012, 5mila rispetto al 2011. Oggi, grazie alla ricerca, le percentuali di guarigione sono aumentate del 12% fra le donne e del 14% fra gli uomini in 15 anni.
Ma tutti i pazienti colpiti da tumore del colon-retto dovrebbero essere sottoposti a un test molecolare. Grazie a questo esame si può scegliere, infatti, la terapia più efficace: nel 60% dei malati non è presente una particolare mutazione, il gene RAS e le terapie personalizzate riescono a migliorare in maniera significativa la sopravvivenza.
Oggi, a Milano, la fondazione “Insieme contro il Cancro”, in collaborazione con l’Associazione Italiana di Oncologia Medica ed Europa Colon, e con il sostegno di Amgen, ha realizzato una guida per affrontare la malattia, destinata ai pazienti e ai familiari, che sarà distribuita in tutti i centri sul territorio nazionale.
“Sei persone su 10 riescono a sconfiggere questa neoplasia – afferma Francesco Cognetti, presidente della fondazione Insieme contro il Cancro – Un risultato importante, raggiunto anche grazie a nuove terapie su misura. La selezione dei pazienti – prosegue – basata su un test per verificare la mutazione genetica, si traduce in un miglioramento di tutti i parametri di efficacia, con risparmi consistenti per il servizio sanitario nazionale. Perché la terapia viene così somministrata solo ai malati che possono beneficiarne con certezza”.
Per garantire uniformità nella pratica clinica nell’applicazione dei test molecolari in tutta Italia, gli oncologi dell’Aiom e i patologi della Siapec-iap hanno sviluppato un ampio progetto per la caratterizzazione dei tumori in funzione della strategia terapeutica.
“Negli ultimi anni – continua Carmine Pinto, presidente eletto Aiom – abbiamo unito gli sforzi per stabilire le raccomandazioni che permettono di definire con precisione le caratteristiche biologiche di cinque tipi di cancro: al seno, al colon-retto, al polmone, allo stomaco e melanoma”.
“Inoltre – sottolinea – in base a un recente controllo di qualità per la valutazione delle mutazioni genetiche nel carcinoma del colon-retto, è stato validato il 90% delle strutture di anatomia patologica e biologia molecolare, 79 su 88, che si sono sottoposte in maniera volontaria al programma delle due società scientifiche. In questo modo siamo certi che il test venga eseguito secondo criteri uniformi e accurati. Si tratta di una procedura unica in tutta Europa e vanto italiano a livello mondiale”
Purtroppo, il 20% dei pazienti colpito da cancro del colon-retto al momento della diagnosi si trova la in uno stadio avanzato della malattia. “È necessario – aggiunge Cognetti – promuovere campagne di sensibilizzazione per far capire ai cittadini che il cancro si può prevenire, adottando stili di vita sani. Troppi italiani non aderiscono ai programmi di screening, fondamentali per individuare in fase precoce la malattia, quando può essere trattata con successo”.
“Il test basato sulla ricerca del sangue occulto nelle feci – conclude – è offerto gratuitamente dal nostro sistema sanitario a tutte le persone di età compresa fra 50 e 75 anni anche senza fattori di rischio specifici. Ma il 65,9% dei nostri connazionali over 50 e il 72,6% degli over 70 non hanno mai eseguito questo esame”.

18 Settembre 2014

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