Avis. Al via il 7 settembre il servizio civile per 352 giovani distribuiti in 15 regioni

Avis. Al via il 7 settembre il servizio civile per 352 giovani distribuiti in 15 regioni

Avis. Al via il 7 settembre il servizio civile per 352 giovani distribuiti in 15 regioni
Ragazzi e ragazze, di età massima 28 anni, saranno impegnati durante 52 settimane in iniziative a sostegno dell’associazione, dalla promozione del dono del sangue nelle scuole e in altri eventi pubblici, alla gestione e chiamata dei donatori di sangue nelle sedi e nei centri di raccolta sangue.

Per 352 ragazzi e ragazze inizia lunedì 7 settembre l’anno di servizio civile in Avis (Associazione Volontari Italiani Sangue). Durante 52 settimane questi giovani (età massima 28 anni) saranno impegnati in iniziative a sostegno dell’associazione, dalla promozione del dono del sangue nelle scuole e in altri eventi pubblici, alla gestione e chiamata dei donatori di sangue nelle sedi e nei centri di raccolta sangue.

I 352 volontari di Scn (Servizio civile nazionale) opereranno in 219 sedi distribuite su 15 regioni e saranno accompagnanti dai volontari dell’Associazione nel loro percorso di formazione e nelle loro attività quotidiane. Dal 2006 ad oggi Avis ha investito molto nel Servizio civile nazionale, considerandolo un tassello fondamentale della sua mission e una possibilità concreta di crescita per centinaia di ragazzi e ragazze.
Da allora ad oggi i volontari impegnati sono passati da 47 a 352, da 44 a 219 le sedi comunali interessate, da 11 a 15 le regioni accreditate, da 1 a 39 i progetti presentati nei bandi. Avis è presente con suoi rappresentanti anche nella Consulta Nazionale del Servizio Civile.

I 298 volontari impegnati nell’ultimo anno di servizio civile hanno dedicato all’associazione circa 430.000 ore di servizio, con una ricaduta significativa dal punto di vista sociale ed economico nei territori di provenienza. Il progetto servizio civile 2015/16 permetterà di offrire alla comunità italiana circa 520.000 ore di servizio.

“Innanzitutto auguriamo a tutti questi giovani – spiegano il presidente di Avis Nazionale, Vincenzo Saturni, e il responsabile servizio civile, Michael Tizza – di vivere un’esperienza formativa e di volontariato utile per le loro vite. Per AVIS questi ragazzi sono una risorsa preziosissima e investire su di loro significa promuovere quel capitale sociale così forte nel Paese ma non sempre adeguatamente valorizzato. Negli anni, molti volontari – una volta conclusa l’esperienza di servizio civile – sono rimasti come dirigenti dell’associazione, rafforzando la capillarità della nostra presenza in oltre 3.400 comuni e favorendo anche un equilibrato ricambio generazionale”.
 

04 Settembre 2015

© Riproduzione riservata

Salute, FERPI presenta in Senato il Manifesto per una comunicazione sanitaria etica e responsabile
Salute, FERPI presenta in Senato il Manifesto per una comunicazione sanitaria etica e responsabile

Gli italiani continuano ad avere fiducia nella medicina, nei medici e nella scienza. L’86% dichiara di fidarsi della medicina, l’81% del medico di famiglia e il 90% della scienza. Ma...

Da Agcm sanzione di 7 milioni a Philip Morris Italia S.r.l. per pratica commerciale scorretta  
Da Agcm sanzione di 7 milioni a Philip Morris Italia S.r.l. per pratica commerciale scorretta  

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato una sanzione di 7 milioni di euro a Philip Morris Italia S.r.l., attiva nel settore della produzione e commercializzazione di prodotti...

Adolescenti. Bambin Gesù: “In estate meno routine, più rischio disagio emotivo”. I consigli degli esperti
Adolescenti. Bambin Gesù: “In estate meno routine, più rischio disagio emotivo”. I consigli degli esperti

Con la fine della scuola e l’inizio dell’estate, per molti adolescenti cambia radicalmente la quotidianità: meno routine, ritmi sonno-veglia alterati, più tempo trascorso online, meno contatti sociali diretti e maggiore...

Ebola da virus Bundibugyo: oltre 530 casi tra Congo e Uganda. L’Oms lancia piano continentale da 518 milioni di dollari
Ebola da virus Bundibugyo: oltre 530 casi tra Congo e Uganda. L’Oms lancia piano continentale da 518 milioni di dollari

L'epidemia di Ebola causata dal virus Bundibugyo continua a espandersi nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda. Secondo l'ultimo aggiornamento pubblicato dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), al 6 giugno...