Barroso (Ue): la manovra italiana va nella giusta direzione

Barroso (Ue): la manovra italiana va nella giusta direzione

Barroso (Ue): la manovra italiana va nella giusta direzione
Mentre in Italia si alzano critiche alla manovra approvata ieri sera dal Consiglio dei Ministri, il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso plaude il Governo italiano. Ma mentre da Parigi, dove partecipa al Forum Ocse, il ministro dell’Economia Tremonti definisce questa fase di crisi economica un “tornante della storia” da cui si può uscire in maniera positiva, facendo le scelte giuste, dall’Italia i Radicali replicano: “Affrontarla con le misure che sono state presentate significa avere la certezza di finire in fondo a un dirupo”.

Parlando nel corso di una conferenza stampa tenuta insieme al premier belga uscente Yves Leterme sulla prossima presidenza di turno dell'Ue (che dal primo luglio passerà appunto al Belgio), il presidente José Manuel Barroso ha sottolineato la necessità che si operi “ovunque” per il consolidamento dei conti pubblici e, commentando la manovra appena approvata dal Consiglio dei Ministri italiano, ha affermato che, pur non conoscendo i dettagli della manovra, “Berlusconi mi ha informato delle sue intenzioni che vanno nella buona direzione. Salutiamo con favore gli sforzi che tutti fanno per risanare i conti pubblici”.

Dall’Italia, invece, arrivano i primi commenti critici da parte dei rappresentanti regionali e di categoria. Così come, seppur con cautela, in attesa di conoscere con precisione i dettagli della manovra, anche gli esponenti dei partiti politici esprimono forti dubbi. “Vogliono costringerci a tagliare la sanità”, commenta con allarme il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, secondo il quale “tagliare alcuni miliardi di euro alle Regioni è come darci la pistola in mano, perché spariamo noi”. Non ci sta anche l'assessore regionale alle Politiche della casa e ai lavori pubblici, Stefano Vinti, secondo il quale i cittadini “non possono accollarsi la cattiva gestione del governo centrale che ancora una volta si trincera dietro esigenze di rigore per giustificare una stangata vera e propria”.
Una manovra a misura della “cricca” e che colpisce i soliti noti, i “più deboli” per il presidente Idv, Antonio Di Pietro, mentre il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace, la definisce una finanziaria “leghista. Basti pensare al numero ridicolo di provincie messe in discussione e alla mazzata su Roma capitale”. Il leader radicale Marco Pannella e il tesoriere dei Radicali italiani, Michele De Lucia affermano invece che “il Governo continua a muoversi in una logica puramente emergenziale: una pezza di qua, una toppa di là, e pochissimi interventi strutturali”.
Secondo il presidente della Camera, Gianfranco Fini, “la prima preoccupazione deve essere quella di non ripetere l'errore di interventi congiunturali della riduzione della spesa e di non riproporre politiche di sostegno pubblico della crescita economica, che, in passato, si sono rivelate un fattore distorsivo della nostra economia”.

 

26 Maggio 2010

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