Bimbo rifiutato dalle scuole perché autistico. Il Comune di Lanciano convoca la mamma e i dirigenti scolastici

Bimbo rifiutato dalle scuole perché autistico. Il Comune di Lanciano convoca la mamma e i dirigenti scolastici

Bimbo rifiutato dalle scuole perché autistico. Il Comune di Lanciano convoca la mamma e i dirigenti scolastici
Il sindaco Mario Pupillo spiega che l’incontro tra la mamma e l’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune era già in agenda, ma è stato esteso ai dirigenti “per favorire un esito positivo e immediato della questione”. “E' fuori di dubbio – ha garantito il sindaco - che il nostro piccolo concittadino sarà regolarmente iscritto alla scuola media che preferirà tra quelle presenti sul territorio”.

Ha dieci anni, è autistico e il prossimo anno dovrebbe frequentare le scuole medie, ma la sua mamma non riesce ad iscriverlo a scuola perché nessuno dei tre istituti a cui si è rivolta hanno accettato la sua iscrizione. A denunciare la vicenda è stata la mamma del ragazzino, che si è rivolta al sindaco, Mario Pupillo, segnalando l'accaduto anche alla polizia.

Secondo il racconto della madre del ragazzo tre delle quattro scuole medie lancianesi avrebbero rifiutato l'iscrizione del figlio: la più piccola avrebbe detto di non essere in grado di prendere in carico, mentre le due più grandi si sarebbero giustificate con il fatto che avevano troppi alunni diversamente abili iscritti nelle prime classi e che non potevano prenderne altri.
 
Il dottor Riccardo Alessandrelli, il neuropsichiata infantile che lo ha in cura il bambino, spiega i rischi di questa vicenda: “Purtroppo il bambino ha ascoltato i discorsi intorno a lui, e una parte del danno e della sofferenza per sentirsi rifiutato resteranno anche quando la vicenda verrà risolta”, spiega il medico a Repubblica. Il rischio, per Alessandrelli, è di chiudere il ragazzo “dentro una gabbia di isolamento: si dice che l’autistico si isola, in realtà è l'ambiente che spesso isola l’autistico perché non lo capisce. E questo genera una serie di problemi legati alla gestione del bambino, che diviene problematico proprio perché giustamente si ribella a tutto ciò”. Con gli strumenti giusti, assicura invece il neurpsichiatra, “il bambino autistico diventa assolutamente gestibile”.

La vicenda, assicura il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, si risolverà: “E' fuori di dubbio che il nostro piccolo concittadino sarà regolarmente iscritto alla scuola media che preferirà tra quelle presenti sul territorio di Lanciano, dove le diverse abilità sono considerate una risorsa e non un problema”, scrive il sindaco in un messaggio su Facebook in cui annuncia che questa mattina ci sarà, in Comune, un incontro con la mamma del bambino e i dirigenti scolastici degli istituti interessati. “L’incontro tra la mamma e l'Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Lanciano Giacinto Verna era già in agenda dalla scorsa settimana, proprio perché sono stato interessato direttamente dalla mamma della vicenda: abbiamo esteso l'invito ai dirigenti per favorire un esito positivo e immediato della questione, i cui contorni vanno definiti con la necessaria chiarezza e con il dovuto rispetto della verità dei fatti e delle persone coinvolte. Tutti auspichiamo una rapida soluzione nell'unico e preminente interesse del bambino, del suo diritto allo studio e del suo diritto alla privacy, che ovviamente difendiamo e tuteliamo in qualità di cittadini prima e di amministratori dopo”, scrive il sindaco, che comunque, sulla vicenda, usa cautela e parla di “presunto rifiuto di iscrizione” alla scuola media. “Lavoriamo di concerto con i dirigenti e la mamma” per trovare una soluzione, “senza clamori e a tutela del bambino”, ribadisce in una nota pubblicata sul sito internet del Comune.

Sul caso è intervenuto ieri anche il ministero dell'Istruzione, che ha avviato accertamenti attraverso l’ufficio scolastico regionale. L’Ufficio elaborerà una relazione per su cosa è accaduto, ma soprattutto – spiegano a viale Trastevere – avrà il compito di assicurarsi che sia trovata al più presto una soluzione perché “tutte le studentesse e gli studenti, a maggior ragione se in situazione di difficoltà, hanno diritto a frequentare serenamente la scuola dell'obbligo”.

21 Marzo 2017

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