Caso Avastin. Per Vedere Fatti Vedere Onlus chiede “misure urgenti per accesso a cure salva-vista”

Caso Avastin. Per Vedere Fatti Vedere Onlus chiede “misure urgenti per accesso a cure salva-vista”

Caso Avastin. Per Vedere Fatti Vedere Onlus chiede “misure urgenti per accesso a cure salva-vista”
“Dall’ultimo trimestre del 2012 la condizione dei pazienti è stata aggravata dalla decisione dell’Aifa di escludere Avastin dal rimborso del Ssn”, denuncia l’associazione, che chiede al Ministero della Salute e all’Aifa misure "straordinarie e urgenti" per garantire le cure, "in tempi adeguati", ai pazienti con maculopatia.

“Siamo molto contenti che, grazie all’ormai famosa sentenza dell’antitrust che sanziona pesantemente Roche e Novartis, si siano finalmente accesi i riflettori dei media e delle istituzioni sulla grave anomalia di questa situazione. Ma questo non ci basta”. Per aiutare i pazienti affetti da maculopatia senile, Per Vedere Fatti Vedere onlus chiede infatti “al Ministero della Salute e all’Aifa l’immediata attuazione di misure straordinarie e urgenti affinché tutti i pazienti con maculopatia abbiano accesso alle cure salva-vista e, soprattutto, in tempi adeguati”.

“Dal 2011 ad oggi sono stati inviati migliaia di messaggi di protesta ad Aifa e al Ministero della Salute, purtroppo senza risultato”, spiega Lidia Buccianti, Direttore di Per Vedere Fatti Vedere, sottolineando che dall’ultimo trimestre del 2012 la condizione di questi pazienti “è stata ulteriormente aggravata dalla decisione dell’Aifa di escludere Avastin dal rimborso da parte del Ssn, rendendo il farmaco di fatto non più accessibile alle strutture pubbliche e alla maggior parte degli oculisti. I pazienti con la terapia non rimborsata, prima potevano almeno curarsi privatamente con Avastin, ma nell’ultimo anno, chi ha potuto, ha dovuto pagare di tasca propria l’unico farmaco oramai disponibile: il costosissimo Lucentis”.

“Anche i pazienti che hanno diritto al rimborso della cura sono in grande difficoltà – spiega Lidia Buccianti- molti ospedali pubblici e strutture convenzionate, alle prese con i tagli di budget imposti, e che evidentemente non riescono a sostenere i costi di Lucentis, stanno allungando in modo inaccettabile le liste di attesa:  alcuni pazienti ci hanno segnalato tempi di attesa addirittura di 9 mesi per un’iniezione intravitreale e per un paziente affetto da questa patologia una simile attesa può significare perdere la vista”.

24 Marzo 2014

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