Caso Avastin. Soi denuncia Federanziani per indagine su reazioni avverse. Federanziani replica: “Triste guerra tra medici e pazienti”

Caso Avastin. Soi denuncia Federanziani per indagine su reazioni avverse. Federanziani replica: “Triste guerra tra medici e pazienti”

Caso Avastin. Soi denuncia Federanziani per indagine su reazioni avverse. Federanziani replica: “Triste guerra tra medici e pazienti”
La denuncia per procurato allarme presentata alla Procura di Torino è legata al comunicato con cui Federanziani chiedeva all'Aifa di sospendere subito l'utilizzo del farmaco Avastin in oftalmologia, e ai carabinieri del Nas di eseguire degli accertamenti. Federanziani: "Siamo basiti, i pazienti si trovano denunciati dai loro medici".

Una denuncia contro Federanziani per i reati di procurato allarme e pubblicazione di notizie esagerate e tendenziose è stata presentata alla procura di Torino dalla Soi (Società oftalmologica italiana). L'iniziativa è legata al comunicato, diffuso l'8 ottobre scorso, con cui la federazione delle associazioni per la terza età chiedeva all'Aifa di sospendere subito l'utilizzo del farmaco Avastin in oftalmologia, e ai carabinieri del Nas di eseguire degli accertamenti. Secondo Federanziani, l'Avastin provoca una quantità "allarmante" di reazioni avverse. La Soi, però, non è di questo parere: nella denuncia, redatta dall'avvocato Riccardo Salomone, si fa presente che Avastin nel 2013 è stato incluso dall'Oms nell'elenco dei farmaci indispensabili per la vista, "è sicuro" e "può essere impiegato con tranquillità".
 
"Prendiamo atto della denuncia presentata dalla Soi nei confronti di FederAnziani, la federazione delle associazioni della terza età, ovvero i pazienti italiani. Siamo basiti, ma c’è sempre una prima volta, così oggi i pazienti si trovano denunciati dai loro medici". Questa la replica di Federanziani alla notizia della denuncia.
"Teniamo a ricordare – si legge in una nota di Federanziani – che quanto comunicato dalla nostra federazione è il frutto di un’indagine conoscitiva avviata da un Advisory Board dedicato alle maculopatie, costituito da FederAnziani con le istituzioni e con tutti i soggetti interessati, per poter tutelare al meglio la salute delle persone affette da maculopatia. L’Advisory Board, che ha visto il coinvolgimento del Consiglio Superiore di Sanità, dell’Agenzia Italiana del Farmaco, dell’Agenas, della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale, di Federfarma, delle principali società medico scientifiche nel campo dell’oftalmologia, tra cui la stessa Soi, ha condiviso il progetto di attivazione di un numero verde ed approvato un modello di questionario da somministrare ai pazienti affetti da questa patologia e sottoposti ad infiltrazioni intraoculari. Strano che oggi la SOI contesti il risultato di quel lavoro avviato assieme, dal momento che le telefonate dei cittadini delineano un quadro diverso da quello rappresentato ora dalla stessa società scientifica".

"Abbiamo voluto sensibilizzare tutti gli attori circa un uso più attento del farmaco, in attesa degli approfondimenti e delle decisioni da parte delle autorità competenti, e allineandosi così ad altre segnalazioni giunte da più parti, ad esempio da società scientifiche in merito all’allestimento del farmaco, ovvero alle preparazioni sicure per la sua somministrazione off-label. Non si può certo parlare di allarme quando analoghe osservazioni in merito alle segnalazioni di possibili reazioni avverse erano giunte anche dai più alti esponenti degli organi competenti nella farmacovigilanza. Secondo la Soi – prosegue Federanziani – i pazienti dovrebbero tacere di quanto accade loro? Siamo orgogliosi (benché rammaricati) di essere stati coloro che hanno messo in evidenza queste problematiche che riguardano la salute del cittadino. Continueremo a tutelare la salute dei pazienti in ogni sede, sempre a fianco delle Istituzioni, ovvero i Nas, ovvero l’ente competente, cioè l’Aifa, così come accanto al Ministero della Salute e al Consiglio Superiore di Sanità. Nel nostro comunicato, infatti, nel pieno rispetto delle normative relative alla farmacovigilanza abbiamo fornito all’Aifa elementi di conoscenza utili al fine di adempiere al meglio al suo ruolo di ente regolatorio, affidandoci contemporaneamente ai Nas affinché approfondiscano laddove necessario gli elementi emersi dalle telefonate dei pazienti. E’ triste, infine, assistere a una guerra tra medici e pazienti – conclude la nota -. Auspichiamo che la situazione venga risolta quanto prima nelle sedi competenti".  

17 Ottobre 2014

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