Dialisi: risparmi fino alla metà con la peritoneale

Dialisi: risparmi fino alla metà con la peritoneale

Dialisi: risparmi fino alla metà con la peritoneale
Le diverse metodiche di dialisi peritoneale possono costare fino alla metà di altre metodiche. Se infatti il costo medio di una settimana di emodialisi in bicarbonato è pari a 905 euro, quelle di dialisi peritoneale arrivano a 534 euro. I dati, provenienti dal Censis, sono stati rilanciati da Baxter, che domani e il 12 novembre, a Saturnia, promuoverà il “Primo Corso Residenziale, Gruppo di Studio in Nefrologia – Lazio”.

Dialisi peritoneale: dai benefici per la domiciliarizzazione del trattamento, al minore impatto per il Ssn. È su quanto si confronteranno le istituzioni e i nefrologi del Lazio in occasione dell’incontro promosso domani d Baxter nell’ambito del primo corso residenziale Gruppo di studio in Nefrologia-Lazio.
Secondo gli esperti, infatti, i costi della dialisi possono essere fortemente contenuti, con benefici anche nei pazienti, attraverso le metodiche di dialisi peritoneale. Se per un’emodialisi il paziente deve infatti presentarsi tre volte la settimana al centro di riferimento, il trattamento peritoneale viene generalmente svolto dal paziente stesso, quando questo presenta un buon livello di autonomia generale e di abilità manuali conservate, o da un care giver (familiare, badante o altro). Il paziente può iniziare a gestire in autonomia il proprio trattamento a domicilio dopo aver seguito un Corso Educativo (training) alla metodica di Dialisi Peritoneale Domiciliare, svolto da personale medico-infermieristico formato e competente.
Quanto ai costi, se un’ emodialisi in bicarbonato costa circa 900 euro a settimana, la dialisi peritoneale CAPD(tecnica manuale) ne costa 534 a settimana e quella APD (tecnica automatizzata) 805 euro a settimana (fonte Censis del 2008).

Partendo dal titolo dell’evento “Dialisi peritoneale dalla teoria alla pratica”, nel corso dei due giorni di lavoro si dibatterà circa l’importanza di diffondere in Italia la conoscenza e l’utilizzo di questa terapia già largamente utilizzata all’estero. “Premesso l’assoluta equivalenza dei due trattamenti – spiega la Baxter annunciando l’evento -, nel mondo, si constata un rapporto emodialisi-dialisi peritoneale è 50 a 50, mentre in Italia la percentuale di pazienti prevalenti trattati è in totale di poco superiore al 12% (nel Lazio addirittura al 6% -media calcolata su tutti i centri di dialisi presenti nella Regione ) e copre, quindi, solamente una piccola parte dei trattamenti sostitutivi. Anche la distribuzione non è omogenea c’è infatti una grande variabilità nell’uso della dialisi peritoneale nelle varie regioni, dovuta non solo ad indicazioni cliniche ma anche a problemi logistici ed economici”.
Nel corso dei due giorni si analizzerà inoltre l’importanza della individualizzazione dei trattamenti per ogni singolo paziente dializzato. Il trattamento dialitico, che rimane un trattamento “salvavita”, deve essere infatti valutato nell’ottica di offrire al paziente tutte le possibilità terapeutiche disponibili, in una visione integrata dei vari trattamenti (emodialisi e dialisi peritoneale, nelle loro varie modalità, e trapianto di rene), che devono essere di volta in volta consigliati al soggetto in base alle sue variabili situazioni cliniche, personali e sociali ed alla situazione organizzativa del centro. Dialisi Peritoneale ed Emodialisi devono, quindi, essere vissute come terapie integrate, non competitive.
Importante tema di questi giorni sarà, infine, la valutazione dell’impatto economico della terapia. Sempre più pressante diventa infatti il tema dell’ottimizzazione del rapporto costi – benefici per il Ssn. La PD consente al paziente di poter effettuare la terapia a domicilio e nelle ore notturne, abbattendo drasticamente la perdita di ore lavorative proprie e di eventuali caregivers. “La diminuzione della degenza – spiega inoltre la Baxter – inoltre consente una considerevole riduzione dei costi per il Sistema Sanitario Nazionale a tutto vantaggio della qualità della vita del paziente”.

 

10 Novembre 2010

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