Dottoressa violentata a Bari. Cisl Medici: “Umiliazione e frustrazione per notizia scarcerazione dell’uomo”

Dottoressa violentata a Bari. Cisl Medici: “Umiliazione e frustrazione per notizia scarcerazione dell’uomo”

Dottoressa violentata a Bari. Cisl Medici: “Umiliazione e frustrazione per notizia scarcerazione dell’uomo”
Questo il il commento di Annalisa Bettin, Segretario Nazionale Cisl Medici alle Politiche di Genere e Welfare, delle Pari Opportunità e del Coordinamento Donne. "Se la nostra repubblica è fondata sul lavoro la sicurezza durante l’attività lavorativa non può e non deve essere un optional, né il turno lavorativo per un medico o un professionista sanitario può rappresentare un roulette russa".

"La notizia che l’uomo che avrebbe violentato in Puglia un Medico Donna della Continuità Assistenziale mentre era in servizio è stato scarcerato per disposizione del tribunale del Riesame di Bari e che allo stesso sono stati concessi i domiciliari con braccialetto elettronico per il solo reato di stalking in quanto la denuncia è stata presentata troppo tardi, ci lascia tanta amarezza ed un profondo senso di umiliazione e di frustrazione", lo ha dichiarato Annalisa Bettin, Segretario Nazionale Cisl Medici alle Politiche di Genere e Welfare, delle Pari Opportunità e del Coordinamento Donne.

"Poiché la querela doveva essere presentata entro sei mesi dal fatto, il tribunale ha ritenuto il reato improcedibile. Per il profondo rispetto delle leggi di questo Paese – continua Bettin – non ci permettiamo di esprimere alcun giudizio ma non possiamo impedire alle nostre coscienze un moto di ribellione e di incredulo smarrimento. Esprimiamo grande solidarietà e profondo rispetto per la Collega con la consapevolezza che il suo diritto ad avere giustizia, vera giustizia, non potrà essere inascoltato".

La Cisl Medici ritorna a chiedere con forza e determinazione ai decisori politici del nostro Paese atti concreti per il perseguimento di una reale sicurezza nei luoghi di lavoro per medici e professionisti della sanità. "Se la nostra repubblica è fondata sul lavoro – conclude Bettin – la sicurezza durante l’attività lavorativa non può e non deve essere un optional, né il turno lavorativo per un medico o un professionista sanitario può rappresentare un roulette russa".
 

04 Dicembre 2017

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