Due disabili su tre sono donne. Il Comune di Roma lancia l’allarme

Due disabili su tre sono donne. Il Comune di Roma lancia l’allarme

Due disabili su tre sono donne. Il Comune di Roma lancia l’allarme
Il 66% delle persone disabili che vive in Italia è donna. Un dato che deve far riflettere sulla necesità di interventi specifici e mirati all'universo femminile. Si è parlato di questo ieri a Roma, in occasione del convegno Disabilità al femminile tra coraggio e violenza organizzato al Campidoglio dal delegato del Comune di Roma alle politiche della Disabilità, Antonio Guidi.

Sono 1 milione e 860 mila le donne italiane disabili. Un numero doppio rispetto agli uomini e pari a al 6,1% dell'intera popolazione femminile italiana (vedi dossier dell'Istat). Donne, spesso "vittime di una doppia discriminazione, quella di donne e quella di disabili". A denunciarlo è stato, ieri a Roma, il delegato del Comune di Roma alle politiche della Disabilità, Antonio Guidi (leggi intervista), in occasione del convegno dal titolo Disabilità al femminile tra coraggio e violenza.
Un'iniziativa nata proprio per alzare l'attenzione sull’universo femminile legato alla disabilità, “un enorme mondo pressoché ancora inesplorato". Nel farlo, gli organizzatori hanno tenuto a precisare in maniera ben chiara l’idea di non voler creare una realtà “altra” rispetto a quella maschile, ma hanno anche rimarcato come sia innegabile che tra un uomo disabile e una donna disabile vi siano differenze fisiche, culturali, o anche più comunemente legate ai servizi, che rendono del tutto peculiare e difficile la condizione di donna disabile. L’intento non è dunque quello di ‘dividere’, bensì di promuovere gli stessi diritti per tutti, rimarcando però le profonde diversità esistenti e fino ad oggi troppo spesso ignorate. Mettere dunque in rete le proprie esperienze, esigenze, problematiche, per promuovere una comune cultura dell’attenzione verso l’altro.
È stato lo stesso promotore dell’incontro, Antonio Guidi, a lanciare questa sfida che “può e deve essere davvero una priorità nella modulazione dei servizi e dell’agenda politica”. L’obiettivo, palesato anche dal prossimo appuntamento organizzato da Guidi sull’argomento, è la promozione della "Vita indipendente", sarà questo il tema che verrà trattato il prossimo luglio, "dare alla donna che vuole vivere da sola la possibilità di scegliere chi le sta vicino e di non vivere l’eterno sopruso della persona imposta”.

All’interno della mattinata è stato letto anche un messaggio inviato dal sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, che, a fronte delle problematiche relative alle condizioni di donna con disabilità, ha voluto evidenziare l’istituzione del Tavolo permanente sugli interventi sanitari e di riabilitazione in favore delle persone con disabilità, avente un capitolo interamente dedicato alle problematiche della disabilità al femminile. Martini ha inoltre ricordato che, “lo stesso Piano di indirizzo da me introdotto pone al centro del sistema il cittadino disabile e il contesto familiare nella loro interazione con l’ambiente sociale e con le Istituzioni, considerando la persona con disabilità non più come ‘malato’ ma come ‘persona avente diritti’”. Facendo sempre riferimento alle iniziative istituzionali già intraprese a tutela delle persone disabili, è stato infine il Consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio, Isabella Rauti, a parlare della proposta di legge da lei avanzata a livello regionale, per l'istituzione di un Osservatorio per la tutela antidiscriminatoria "che punti ad adeguare la legislazione regionale alla normativa europea e nazionale istituendo un organismo regionale di garanzia nei confronti delle persone vittime di discriminazioni, e che monitori sul territorio il fenomeno, in relazione alle discriminazioni di genere ma anche a quelle legate all'orientamento sessuale, all'appartenenza etnica, alla religione, all'età, all'handicap nonché alle discriminazioni multiple".
 


G.R.

10 Maggio 2011

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