Ebola da virus Bundibugyo: oltre 530 casi tra Congo e Uganda. L’Oms lancia piano continentale da 518 milioni di dollari

Ebola da virus Bundibugyo: oltre 530 casi tra Congo e Uganda. L’Oms lancia piano continentale da 518 milioni di dollari

Ebola da virus Bundibugyo: oltre 530 casi tra Congo e Uganda. L’Oms lancia piano continentale da 518 milioni di dollari

L'Oms sottolinea che l'aumento registrato nelle ultime settimane è dovuto anche al potenziamento delle capacità diagnostiche e all'analisi di campioni precedentemente raccolti. Particolarmente preoccupante è il coinvolgimento degli operatori sanitari: sono già 16 i professionisti della salute risultati positivi all'infezione.

L’epidemia di Ebola causata dal virus Bundibugyo continua a espandersi nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda. Secondo l’ultimo aggiornamento pubblicato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), al 6 giugno sono stati registrati complessivamente 534 casi confermati e 93 decessi nei due Paesi, mentre almeno 17 persone risultano guarite.

La situazione più critica resta nella Repubblica Democratica del Congo, dove sono stati segnalati 515 casi confermati e 91 decessi. L’epidemia interessa ormai 25 zone sanitarie distribuite nelle province di Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu. L’Ituri concentra il 94% dei casi confermati, con i maggiori focolai nelle aree di Bunia, Rwampara, Mongbwalu e Nyankunde.

L’Oms sottolinea che l’aumento registrato nelle ultime settimane è dovuto anche al potenziamento delle capacità diagnostiche e all’analisi di campioni precedentemente raccolti. Particolarmente preoccupante è il coinvolgimento degli operatori sanitari: sono già 16 i professionisti della salute risultati positivi all’infezione.

In Uganda, invece, sono stati confermati 19 casi, inclusi due decessi, oltre a un caso probabile deceduto. Le autorità sanitarie precisano che tutti i casi identificati sono riconducibili a persone provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo o a contatti diretti con questi pazienti. Al momento non sono stati documentati episodi di trasmissione comunitaria nel Paese.

Circa il 70% dei casi registrati in Uganda riguarda cittadini congolesi che hanno attraversato il confine per ricevere cure mediche. Tra questi, anche un paziente che ha viaggiato dalla Repubblica Democratica del Congo agli Emirati Arabi Uniti passando per l’Uganda. Le indagini epidemiologiche condotte finora non hanno evidenziato casi secondari né trasmissione locale negli Emirati, dove il rischio è stato valutato come molto basso.

Il rischio resta elevato nell’Africa centrale

Alla luce dell’evoluzione epidemiologica, l’Oms ha aggiornato la propria valutazione del rischio. Per la Repubblica Democratica del Congo il rischio rimane classificato come “molto alto” a causa della continua espansione geografica dell’epidemia e della trasmissione ancora attiva.

Per l’Uganda il rischio resta “alto”, in considerazione della trasmissione transfrontaliera e degli stretti collegamenti epidemiologici lungo il corridoio tra l’est della RDC e l’ovest ugandese, un’area storicamente interessata da precedenti epidemie di Ebola.

Anche per i Paesi confinanti il livello di rischio è stato classificato come “alto”, principalmente a causa degli intensi movimenti transfrontalieri legati al commercio e alle attività minerarie. Per il resto dell’Africa e a livello globale il rischio viene invece considerato basso.

Nessun vaccino approvato e risposta rafforzata

Il virus Bundibugyo appartiene alla famiglia degli Orthoebolavirus ed è responsabile di una forma grave di malattia da Ebola. Attualmente non esistono vaccini o trattamenti specificamente approvati per questa variante del virus. Il controllo dell’epidemia si basa quindi sull’identificazione precoce dei casi, l’isolamento dei pazienti, il tracciamento dei contatti, la gestione sicura delle sepolture e il coinvolgimento delle comunità locali.

Per sostenere la risposta all’emergenza, il 5 giugno l’Africa Centres for Disease Control and Prevention (Africa CDC) e l’Oms hanno lanciato un piano continentale di preparazione e risposta con una richiesta di finanziamento pari a 518 milioni di dollari. Le risorse serviranno a rafforzare la sorveglianza, le capacità di laboratorio, le misure di prevenzione e controllo delle infezioni, la gestione clinica dei pazienti e la preparazione dei Paesi a rischio.

L’Oms continua a raccomandare di non introdurre restrizioni ai viaggi o agli scambi commerciali con la Repubblica Democratica del Congo e l’Uganda, sottolineando l’importanza di una risposta coordinata e di una stretta collaborazione internazionale per contenere l’epidemia.

08 Giugno 2026

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