Emofilia: non trascurare l’artropatia

Emofilia: non trascurare l’artropatia

Emofilia: non trascurare l’artropatia
Parte il progetto HEAD US per favorire la diagnosi precoce e la prevenzione dell’artropatia emofilica. Essenziale l’ecografia per evitare danni irreversibili alle articolazioni in grado di compromettere gravemente la capacità di movimento e la possibilità di svolgere una vita attiva.

L’artropatia emofilica è la più comune manifestazione infiammatoria dell’emofilia. È causata da sanguinamenti ricorrenti a livello dell’articolazione, che provocano rapidamente e inevitabilmente danni irreversibili. Nell’80% dei pazienti colpisce il sistema muscolo-scheletrico ed è in grado di compromettere gravemente la capacità di movimento e la possibilità di svolgere una vita attiva.Per favorire la diagnosi precoce e la prevenzione dell’artropatia emofilica, parte il progetto HEAD US, Haemophilia Early Arthropathy Detection with Ultrasound, promosso da Pfizer, e patrocinato dall’Associazione Italiana Centri Emofilia – AICE, e dalla Federazione delle Associazioni Emofilici – FEDEMO, volto a promuovere l’uso dell’ecografia come il necessario complemento della visita di check-up effettuata dallo specialista.
“In termini di diagnosi, personalizzazione delle cure e successivo follow up, l’ecografia si è rivelata una tecnica estremamente precisa che consente di evidenziare i primi segnali di alterazione della cartilagine articolare e della membrana sinoviale prima che le lesioni siano visibili con la radiografia tradizionale, e di quantificarne l’importanza”, ha spiegato Massimo Morfini, vice presidente AICE e direttore del Centro Emofilici, Azienda Ospedaliera Careggi di Firenze.
“Grazie ad apparecchiature ecografiche sempre più sofisticate, oggi siamo in grado di identificare lesioni di dimensioni inferiori al millimetro, porre quindi una diagnosi precoce di danno articolare e ottimizzare la terapia conseguentemente allo scopo di evitare una progressiva compromissione della funzione articolare che può portare, negli stadi avanzati, alla necessità di ricorrere ad impianti protesici”, ha aggiunto Carlo Martinoli, professore associato di Radiologia, Università degli Studi di Genova. “Il progetto HEAD US consentirà ai pazienti di accedere gratuitamente al servizio ecografico durante la normale visita programmata periodicamente presso il proprio Centro di riferimento”. 

12 Aprile 2011

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