Enpam: derivati senza requisiti. Chiuse le indagini: in 4 a rischio processo. Danno da 250 mln

Enpam: derivati senza requisiti. Chiuse le indagini: in 4 a rischio processo. Danno da 250 mln

Enpam: derivati senza requisiti. Chiuse le indagini: in 4 a rischio processo. Danno da 250 mln
Investimenti in derivati privi di quei requisiti prudenziali previsti dallo statuto dell'Enpam, che hanno procurato un danno all'ente di 250 milioni di euro. A conclusione dell'inchiesta la procura di Roma ha notificato il relativo avviso ai quattro indagati, tra i quali l'ex presidente Eolo Parodi. Ora rischiano di finire sotto processo per truffa aggrava e ostacolo agli organi di vigilanza.

Chiusa l’inchiesta della Procura di Roma sugli investimenti in derivati ad alto rischio causando una perdita all’ente di 250 mln di euro. Lo riferisce l’Ansa che specifica come oltre all’ex presidente Eolo Parodi, gli altri indagati sono tre ex responsabili della gestione finanziaria dell'ente: l'ex consigliere esperto e docente universitario Maurizio Dallocchio, l'ex direttore generale Leonardo Zongoli e l'ex responsabile degli investimenti finanziari dell'Enpam, Roberto Roseti.
 
Le indagini
Gli uomini del nucleo valutario della Guardia di Finanza, coordinati dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal sostituto Corrado Fasanelli, riporta l’Ansa hanno preso in esame la gestione del comparto mobiliare, a decorrere dal 2006, ed hanno accertato che l'investimento in derivati caratterizzati da un profilo di rischio altamente superiore a quello indicato in una delibera approvata dall'ente nel 2006 ha determinato perdite per 250 milioni di euro.
 
Nel mirino delle fiamme gialle sono finiti otto investimenti per centinaia di milioni di euro, solo una parte dei quasi tre miliardi di euro, il 77 percento del portafoglio mobiliare dell'Ente, investiti complessivamente in derivati. A proporre i derivati che hanno prodotto perdite sono stati, per la procura i tre responsabili della gestione finanziaria. Parodi, come presidente, sottoscrisse i relativi contratti. Da qui l'accusa di truffa aggravata, mentre quella di ostacolo agli organi di vigilanza, i ministeri dell'Economia, del Lavoro e della Salute attraverso la rappresentazione di fatti non rispondenti al vero. Con la conclusione dell'inchiesta sugli investimenti mobiliari non si sono conclusi gli accertamenti sulla gestione finanziaria dell'Ente. Nel mirino degli inquirenti, infatti, ci sono anche quelli destinati al mercato immobiliare. 

18 Febbraio 2014

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