Episouth. All’Iss la conferenza finale sulla sicurezza sanitaria nel Mediterraneo

Episouth. All’Iss la conferenza finale sulla sicurezza sanitaria nel Mediterraneo

Episouth. All’Iss la conferenza finale sulla sicurezza sanitaria nel Mediterraneo
Rete di sorveglianza, formazione di tecnici per la bio-sicurezza, piani nazionali per la gestione del rischio, sistema di allerta precoce. Questi alcuni obiettivi raggiunti dal network Episouth, progetto collettivo composto da paesi dell’area mediterranea, organizzazioni internazionali e ministero della Salute.

Dopo sette anni di attività il network Episouth ha presentato oggi a Roma presso l’Istituto Superiore di Sanità alcuni degli obiettivi raggiunti: una rete di sorveglianza e riferimento per il Mediterraneo, la formazione di tecnici per la bio-sicurezza, piani nazionali per la gestione del rischio, un sistema di allerta precoce.
 
La conferenza finale del Progetto Episouth-Plus ha visto la partecipazione di delegati provenienti da paesi della regione del Mediterraneo, da organizzazioni internazionali (Commissione Europea, European Center for Diseases Control, Organizzazione Mondiale della Sanità) e dal ministero della Salute. Gli esperti hanno presentato le attività svolte da Episouth e gli obiettivi raggiunti. In particolare: la creazione di una rete regionale di laboratori di riferimento per il Mediterraneo a supporto delle attività di sorveglianza e risposta, nell’ambito della quale, a seguito di un’indagine per identificare le necessità dei Paesi partecipanti, sono stati condotti corsi formativi sulla bio-sicurezza in relazione a specifici agenti infettivi che hanno coinvolto 37 tecnici provenienti da laboratori di 22 paesi diversi.
 
Il supporto allo sviluppo di piani nazionali di preparazione e controllo e di procedure per la gestione del rischio sanitario, nell’ambito del quale sono stati condotti corsi di formazione per oltre 50 operatori di sanità provenienti da tutti i 27 paesi del network, e da un esercizio di simulazione che ha coinvolto oltre 100 partecipanti da 21 paesi; un sistema di allerta precoce ed Epidemic Intelligence trans-frontaliera, nell’ambito del quale sono stati condotti corsi di formazione e stage a cui hanno partecipato 8 operatori di sanità pubblica di 6 paesi diversi, ed è stato consolidato l’utilizzo di una piattaforma comune, con accesso riservato agli 80 focal points dei 27 paesi della rete EpiSouth, per la condivisione di allerte ed informazioni di carattere internazionale e regionale.
 
E infine la valutazione di aspetti nazionali/internazionali che possano facilitare l’implementazione del regolamento sanitario internazionale (Ihr-2005), nell’ambito della quale è stata effettuata un’indagine per valutare il coordinamento per la sorveglianza tra il sistema sanitario nazionale e le autorità competenti ai punti d'ingresso anche attraverso visiti in loco di 4 paesi (Italia, Giordania, Malta e Marocco).
 
Cos’è il Network Episouth
Il Network Episouth include 27 paesi del Sud-est Europa, Nord-Africa, Balcani e Medio-Oriente (10 dall'Unione Europea e 17 esterni all'Unione) e costituisce quindi il più grande sforzo collaborativo di questo tipo tra i paesi della regione mediterranea. Da ottobre 2010, con l'approvazione di una nuova fase del progetto (Episouth-Plus), il network si è focalizzato sull'aumento della sicurezza sanitaria nell'area del Mediterraneo e del Sud-est Europa, favorendo e rafforzando la preparazione a comuni minacce sanitarie e rischi biologici, sia a livello nazionale che regionale.
 
Episouth-Plus è co-finanziato dall'Ue Dg-Sanco/Each e Dg-Devco/EuropeAid per un totale di 3,9 milioni di euro, insieme con gli istituti di Salute Pubblica e i Ministeri della Salute coinvolti nell'iniziativa. Il progetto riceve anche un contributo finanziario dal Ministero della Salute e un contributo tecnico dall'European Center for Disease Control (Ecdc).

20 Novembre 2013

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