Palazzo Chigi ha attivato i Carabinieri del Nas dopo il “forte allarme” generato dalla sottrazione indebita di 80 fiale di Fentanyl dalla farmacia dell’Ospedale Israelitico di Roma, nel primo pomeriggio del 3 luglio 2026. Nel mentre, il Ministero della Salute ha disposto un’ispezione per verificare eventuali responsabilità e accertare il rispetto dei protocolli vigenti: le 80 fiale di Fentanyl sono idonee a confezionare fino a 20 mila dosi destinate al consumo illecito.
“A seguito del furto di Fentanyl avvenuto all’Ospedale israelitico di Roma il Ministero della Salute, su impulso del Ministro Schillaci, ha avviato un’ispezione attraverso i propri Uffici di competenza e ha attivato i Carabinieri dei Nas. Il Ministero sta inoltre predisponendo una nuova circolare per potenziare ulteriormente i controlli su uso e circolazione impropria di Fentanyl e sulle sue modalità di conservazione e stoccaggio presso le strutture mediche e ospedaliere. La circolare si muove in linea con le azioni previste dal Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di Fentanyl e fa seguito a quelle già diramate nel 2024 e nel 2025” si legge in una nota del Ministero della Salute.
A seguito del “grave” furto, il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute intensificherà le normali attività di vigilanza sulla corretta detenzione e gestione dei farmaci stupefacenti lungo tutta la filiera distributiva presso farmacie e distributori intermedi, coinvolgendo anche farmacie pubbliche di ospedali e aziende sanitarie, oltre ai servizi per le dipendenze. A comunicarlo i carabinieri, che specificano che i reparti Tutela Salute svolgono il compito istituzionale di vigilanza della filiera del farmaco anche nel settore degli stupefacenti, in via amministrativa e o penale in relazione alle circostanze, anche in coordinamento con il competente ufficio del ministero della Salute per l’attuazione di programmi annuali di sorveglianza.
Subito dopo l’accaduto, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha presieduto una riunione d’urgenza a Palazzo Chigi, alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il Capo di Gabinetto del Ministero della Salute, il Direttore della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, il Direttore generale della Direzione Salute della Regione Lazio e i dirigenti del Dipartimento per le politiche contro le dipendenze della Presidenza del Consiglio, secondo quanto appreso dall’AdnKronos.
Durante la riunione si è espressa forte preoccupazione per “il comportamento irresponsabile di chi è chiamato a garantirne la sicurezza di tali sostanze, nonostante siano previste regole rigorose per l’accesso e la custodia di esse”. È stata inoltre ribadita “la necessità di assicurare il rispetto delle procedure previste per la gestione dei medicinali ad alto rischio”, al fine di “tutelare la salute pubblica e di prevenire il ripetersi di episodi analoghi”.
Nei prossimi giorni, come confermato da Ansa, a Palazzo Chigi verrà riconvocato un tavolo di monitoraggio sull’attuazione del Piano anti-Fentanyl, “con l’obiettivo di far applicare da tutti i soggetti interessati le cautele e i controlli necessari”.
Che cos’è il Fentanyl e perché preoccupa le autorità
Il Fentanyl ha una potenza superiore di 80 volte alla morfina e di 50 volte all’eroina, viene usato come anestetico e analgesico in clinica e veterinaria. Viene assunto tramite iniezione endovenosa, cerotti transdermici, pastiglie transmucose orali e compresse vestibolari. La polvere di Fentanyl e i cerotti possono essere fumati o assunti per via intranasale, cioè sniffati, come spiega la Direzione centrale per i Servizi antidroga sul proprio sito.
Ha effetti psicoattivi, “è un analgesico che agisce principalmente sul recettore µ-oppiaceo”. Oltre alla sua azione analgesica, “provoca stordimento ed euforia, quest’ultima meno marcata rispetto all’eroina e alla morfina”, proprio per questo desta forte preoccupazione nelle autorità internazionali di tutti i Paesi.
Il Piano nazionale anti-Fentanyl e il monitoraggio degli oppioidi sintetici
In Italia gli analoghi di struttura e derivati del Fentanyl sono stati inseriti nella Tabella I delle sostanze stupefacenti e psicotrope da usare sotto stretto controllo medico, tramite decreto del 30 giugno 2020. Il Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio del Fentanyl e altri oppioidi sintetici è stato concepito come uno strumento dinamico che veda la collaborazione attiva di enti e ministeri.
Al momento prevede l’acquisizione di dati per monitorare la commercializzazione illecita di Fentanyl e suoi precursori, nello specifico sul dark web, tramite criptovalute o su Telegram. A ciò si associa l’individuazione di nuove sostanze da taglio per oppiacei e approfondimenti sull’uso dell’AI per la produzione di nuovi oppioidi sintetici. È previsto anche il coinvolgimento attivo dei Centri antiveleni e dei Laboratori di tossicologia forense nella formazione di operatori per lo screening per il Fentanyl.