Il 5×1000 a Medici senza frontiere

Il 5×1000 a Medici senza frontiere

Il 5×1000 a Medici senza frontiere
Nel 2016 MSF ha raccolto tramite il 5x1000 oltre 9.774.725 euro, pari al 17% delle donazioni totali, grazie alle generosità di 240.495 contribuenti. Con questi fondi sono stati finanziati 7 interventi di emergenza e progetti a medio-lungo termine: in Repubblica Centrafricana, ad Haiti, in Repubblica Democratica del Congo, in Sud Sudan, in Grecia e a Idomeni nonché in Italia

C’è uno strumento semplice come una penna al centro della campagna 5×1000 di Medici Senza Frontiere (MSF). La penna che nel video, disegnato dal digital artist Rosario Oliva, tratteggia in bianco e nero una situazione di sofferenza e mancanza di cure, finché una X dà vita all’azione che salverà una vita, rendendo la missione medica da impossibile a possibile. Così MSF, organizzazione medico-umanitaria indipendente la cui azione si fonda sulle donazioni private, mostra quanto questa scelta nella dichiarazione dei redditi sia davvero importante.

“Le donazioni dei privati sono la linfa vitale di Medici Senza Frontiere – spiega Gabriele Eminente, direttore generale di MSF -. La nostra capacità di rispondere in modo rapido ed efficace in ogni situazione di crisi si fonda sulla nostra indipendenza economica. Il 100% dei fondi raccolti da MSF in Italia deriva da donazioni private e investiamo il 100% dei fondi del 5×1000 nei nostri progetti. Ecco perché una penna può davvero aiutarci a salvare migliaia di vite”.
 

Per ribadire la semplicità del gesto con un pizzico di ironia e “viralità”, MSF lancia sui social l’iniziativa #Armatidipenna, che invita gli utenti a postare sui propri canali Facebook, Twitter e Instagram un video di se stessi mentre pronunciano, con una penna tra i denti, la frase “Entro in azione per sostenere la donazione del 5×1000 a Medici Senza Frontiere”, nominando due amici perché facciano altrettanto.
 
Insieme allo staff di MSF, lanciano l’iniziativa in un ironico video-promo anche operatori umanitari impegnati nei contesti sostenuti dal 5×1000. Tanti gli MSF Friends che hanno deciso di partecipare al gioco, come Ale e Franz, la medaglia d’oro di scherma Daniele Garozzo, Fede e Tinto di Decanter, l’attore Ninni Bruschetta, la conduttrice Angela Rafanelli, L’uomo senza tonno-Scief (Marco Giarratana), che nei prossimi giorni posteranno i loro video per coinvolgere i fan.

Nel 2016 MSF ha raccolto tramite il 5×1000 oltre 9.774.725 euro, pari al 17% delle donazioni totali, grazie alle generosità di 240.495 contribuenti (dati relativi all’edizione 2014). Con questi fondi sono stati finanziati 7 interventi di emergenza e progetti a medio-lungo termine: è stato così riavviata l’assistenza sanitaria all’ospedale di Bangassou, in Repubblica Centrafricana, interrotta dalla crisi (€ 1.5 milioni), fornite operazioni chirurgiche nell’ospedale specializzato di Tabarre, ad Haiti (€ 1.5 milioni), garantito cure e prevenzione per l’HIV a Kinshasa, in Repubblica Democratica del Congo (€ 1.5 milioni) e assistenza ai rifugiati nel campo di Doro in Sud Sudan (€ 1.5 milioni), sono state assistite migliaia di persone in fuga bloccate nel nord della Grecia e a Idomeni (€ 1.6 milioni) e, in Italia, MSF ha supportato le attività di ricerca e soccorso della nave Bourbon Argos (€ 1.5 milioni) e il centro riabilitazione per vittime di tortura a Roma (€ 650mila).

Sul sito di MSF è possibile calcolare a quanto ammonta il proprio 5×1000, scoprire quali azioni mediche si possono garantire con quella cifra, inviare al proprio commercialista il codice fiscale di MSF da indicare sulla dichiarazione dei redditi e soprattutto leggere le testimonianze degli operatori umanitari dai tanti contesti di crisi dove il 5×1000 è un aiuto fondamentale.

Come quella di Paolo Setti Carraro, chirurgo di MSF in Repubblica Centrafricana: “L’ospedale di Bangassou è un enorme cantiere: i nuovi reparti sono a buon punto, i restauri dei vecchi sono molto avanzati, il terreno è pieno di trincee che accolgono grossi tubi per l’acqua corrente e i cavi dell’elettricità. Ci siamo dotati di strumenti chirurgici, abbiamo corretto le anemie con le trasfusioni, abbiamo lottato contro la malnutrizione, migliorato l’igiene, curato le malattie, malaria, diabete ed HIV tra le prime. Ed ogni volta che, dopo dieci giorni da un trapianto, apriamo le medicazioni come se scartassimo i doni di Natale, sorrisi di gioia e brividi d’emozione percorrono tutta l’equipe: anche questa volta ce l’abbiamo fatta, meglio di quanto potessimo razionalmente aspettarci”.
 


 


Lorenzo Proia

11 Aprile 2017

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