L’Aquila. La sanità a due anni dal terremoto

L’Aquila. La sanità a due anni dal terremoto

L’Aquila. La sanità a due anni dal terremoto
A due anni dal sisma che ha cancellato il cuore de L’Aquila dalla mappa dell’Abruzzo, Quotidiano Sanità è tornato a visitare le strutture sanitarie del territorio. Obiettivo: fotografare lo stato dell’arte dell’assistenza sanitaria. Indubbiamente qualcosa si è mosso, ma il ritorno alla normalità appare ancora lontano. L’ospedale San Salvatore funziona al 70% delle sue potenzialità, le farmacie del centro restano nei container e le strutture territoriali sono ancora quelle provvisorie messe su all’indomani dei crolli.

Alcuni reparti dell’ospedale San Salvatore sono stati completati. Altri hanno abbandonato la sistemazione nelle tende conquistando uno spazio nella struttura prefabbricata del G8. Ma c’è anche chi continua a lavorare nei container e in spazi angusti, come i farmacisti e i camici bianchi del territorio. A due anni esatti dal sisma che ha inferto una ferita mortale alla città de L’Aquila Quotidiano sanità è tornato, per la seconda volta, a visitare le strutture sanitarie del capoluogo abruzzese scoprendo che il recupero totale dell’attività non c’è stato. Dall’ultima visita, che risale a poco più di un anno dal 6 aprile 2009, indubbiamente la situazione è visibilmente migliorata. Tuttavia è anche evidente che il ripristino di condizioni di effettiva normalità non è ancora compiuto.
Ecco gli articoli che fotografano l’assistenza sanitaria de L’Aquila post sisma.
 
La ricostruzione è ancora al palo

 
L’ospedale San Salvatore ancora al 70%

 
L’assistenza territoriale passa dal destino di Collemaggio

 
Farmacie sempre nei container

 
“Tornando a L'Aquila”. La sanità abruzzese a 15 mesi dal terremoto

 
Le foto da L’Aquila a due anni dal terremoto

09 Agosto 2011

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