L’81% degli internauti italiani usa la rete per informarsi sulla salute

L’81% degli internauti italiani usa la rete per informarsi sulla salute

L’81% degli internauti italiani usa la rete per informarsi sulla salute
Lo fanno ormai 4 italiani su 5 di quelli che usano regolarmente internet. Lo rileva un'indagine inglese che ha monitorato le abitudini degli utentri internet di 12 paesi tra i quali l'Italia. Eppure c'è chi è ancora più web dipendente di noi.

Gli italiani sono sempre più affezionati al web, che è ormai diventato un riferimento fisso nella ricerca di informazioni sulla salute.
È quanto emerge dal rapporto Bupa health pulse 2010. Online Health Untangling the web, che ha analizzato le abitudini di 12 mila cittadini di 12 Paesi (Australia, Brasile, Cina, Francia, Germania, India, Italia, Messico, Russia, Spagna, Regno Unito e Usa).
Secondo la ricerca, gli italiani sono tra i primi al mondo per quanto concerne l’uso di internet per la ricerca di informazioni su salute, farmaci e malattie. Nello specifico lo fanno 4 italiani su 5 (l’81%), tra quanti navigano regolarmente sul web. Una percentuale più bassa rispetto a russi, cinesi indiani o messicani (rispettivamente, al 96%, 92%, 90% 89%), ma ben più alta dei cugini francese.
In dettaglio, secondo il documento, il 65 per cento degli internauti italiani usa internet per ricercare informazioni su farmaci, il 47 per cento per fare un’autodiagnosi, il 42 per cento per cercare un ospedale.
Circa un quarto si dichiara in grado di fissare un appuntamento on line e di inviare una mail al proprio medico. Due terzi si dichiarano in grado di richiedere la propria prescrizione on line e altrettanti vorrebbero avere accesso on line alla loro cartella clinica. Meno del 10 per cento ha risposto invece a questionari on line per valutare il proprio stato di salute.
Tanta familiarità, tuttavia, secondo il rapporto va di pari passo con una cospicua dose di ingenuità. Soltanto un italiano su quattro, infatti, verifica l’attendibilità delle informazioni a cui ha accesso. E “leggere informazioni poco affidabili su internet può avere serie conseguenze”, ha sottolineato Sneh Khemka, medical director di Bupa International. “Le persone potrebbero sentirsi falsamente rassicurati su sintomi potenzialmente pericolosi e non cercare l’aiuto di cui hanno bisogno. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, l’informazione di scarsa qualità induce a sottoporsi a esami non necessari e talvolta a trattamenti che non apportano nessun beneficio. Perciò, quando si cercano informazioni online, è veramente importante essere sicuri che la fonte sia attendibile”, ha concluso.
“Le nuove tecnologie – ha aggiunto David McDaid, uno dei ricercatori che hanno condotto l’indagine — stanno aiutando un numero sempre più alto di persone a essere maggiormente informate sulla propria salute e a prendere decisioni consapevoli. Tuttavia le persone hanno bisogno di essere sicuri che l’informazione che cercano li farà stare meglio non peggio”. 

05 Gennaio 2011

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