L’influenza continua a colpire soprattutto i bambini

L’influenza continua a colpire soprattutto i bambini

L’influenza continua a colpire soprattutto i bambini
Con i 500 mila casi registrati la scorsa settimana, sono ormai oltre 2,2 milioni gli italiani messi al letto dall’influenza.
Negli ultimi 7 giorni, incidenza quasi tripla rispetto alla media nei bambini al di sotto dei 4 anni. I dati dell'ultimo aggiornamento Influnet.

Il picco è ormai alle porte.
Il numero di italiani messi a letto dall’influenza continua a crescere. Se nella seconda settimana dell’anno erano stati 370 mila, nella terza (quella appena trascorsa) si è saliti a oltre 450 mila, secondo i dati rilevati e resi noti oggi dalla rete di sorveglianza Influnet
A sopportare la gran parte di questo ulteriore aumento dell’incidenza (arrivata ormai 7,52 casi ogni mille abitanti) sono ancora i più piccoli. La fascia di età tra i 0 e i 4 anni ha visto infatti nella settimana passata quasi un raddoppio dei casi (l’incidenza è passata dall‘11,49 al 19,14) al pari della fascia 5-14 (dove l’incidenza è passata da 8,79 casi per 1000 a 15,21).
È invece stabile nella classe di età 15-64 (6,21 casi ogni 1000 abitanti).
Addirittura in calo negli over 65, con 1,59 casi per 1000.
Dall’inizio della stagione influenzale, ormai il numero di italiani colpiti dall’influenza di stagione ha superato i 2,2 milioni. Un dato sovrapponibile a quello degli ultimi 6 anni, se si esclude l’influenza pandemica dello scorso anno e quella della stagione 2004-2005 che ha avuto una diffusione particolarmente ampia.
Nella scorsa settimana sono state Abruzzo e Marche le regioni con i più alti tassi di incidenza: rispettivamente 14,08 e 13,39 casi per 1000 abitanti. A seguire, Campania, Piemonte ed Emilia Romagna. Tassi bassissimi, invece, in Friuli Venezia Giulia e Sardegna (in entrambi i casi di poco al di sopra dei 4 casi per 1000 abitanti).
Restano stabili gli accessi al Pronto Soccorso. Il 7,6 per cento di tutti gli accessi sono imputabili a una infezione respiratoria acuta. Di questi, il 20,3 per cento è stato ricoverato. 

26 Gennaio 2011

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